Il processo di Dark #1 - The beginning - Data: 21/12/05
Nella grande Sala di Giustizia di IAF, stipata di gente fino all'inverosimile, il fracasso è assordante. Voci concitate, voci mormoranti, voci allarmate, voci gongolanti, grida, urla, risate... IAFer, lurker, troll, spammatori, postatori occasionali, giornalisti della carta stampata, commentatori televisivi, semplici curiosi, professionisti del fumetto, venditori di pop-corn, di patatine e di inquietanti strumenti medievali di tortura... tutti costoro affollano l'aula schiamazzando.
Poi, d'un tratto, si aprono le porte. E le voci tacciono. L'avvocato della pubblica accusa, l'austero InvernoMuto, detto l'Inquisitore per la sua implacabilità, fa il suo ingresso nell'aula, preceduto, circondato e seguito dal silenzio. Un saio copre interamente la sua figura. Un cappuccio è calato sulla sua testa; nelle sue oscure profondità si possono solo intuire gli occhi azzurri, accesi di una sete di giustizia talmente profonda e indomabile che qualcuno la chiama fanatismo. Le mani sono nascoste dalle lunghe maniche. Ai piedi, umili sandali da asceta. Raggiunto il banco dell'accusa, prende posto. Il suo assistente, Piccolo Buddha, detto l'Apprendista per via del fatto che... beh, che è un apprendista... si siede al suo fianco. Sul suo viso, un'espressione serafica e tranquilla. Il suo aspetto è rassicurante... ma dietro questa facciata si nasconde un persecutore degli eretici spietato quasi quanto il suo tenebroso e severo mentore.
Poi, è il turno dello scalcinato avvocato della difesa, il Gray Mouser, che tutti chiamano l'Invincibile (ma solo perché a ping pong è imbattuto da sei anni), il quale entra anch'egli nell'aula, ostentando una sicurezza artificiale che non inganna nessuno. Ha indosso un serissimo completo grigio, una camicia bianca, una cravatta con su Lupo Alberto che tiene in mano un preservativo, e un paio di malridotte scarpe da ginnastica. Porta con sé una valigetta dall'aspetto molto professionale che attrae subito gli sguardi dei presenti, e suscita acuta curiosità. Quali carte, in grado di dare una chance a Dark, vi si possono mai trovare? Senza una parola, il Mouser siede al suo posto, con grande dignità. Poi, furtivamente, saettando occhiate sospettose tutt'intorno, apre la valigetta. Una mela già morsicata, unico oggetto al suo interno, rotola da un'estremità all'altra del contenitore. Il Mouser richiude, ostentando un'espressione soddisfatta sul volto, come avesse appena avuto conferma di un'imminente vittoria.
Anche la giuria si accomoda. I venti IAFers che decideranno il destino di Dark, scelti più o meno accuratamente tra le personalità più obiettive - o perlomeno tra quelle meno manifestamente assetate di sangue - del ng, entrano ordinatamente nella sala e occupano i loro posti. In rigoroso ordine casuale, si tratta di: il_pellegrino, the Maximortal, Kyo, Gorgon, Toy G, Mailmaster C, New AMZ, Misato, s.gulp antiquariato, mauZ, Lucio Staiano, Orlixx Swift, Marv, Jashugan, Parvati V, Gnoma, Korin&Arcem, giorgio, Neural. Si siedono nel quadrato loro riservato, anch'essi senza profferire parola. Le loro espressioni sono tese, concentrate. La consapevolezza della responsabilità che grava sulle loro spalle è evidente. Tra tutti spicca il_pellegrino. Quest'ultimo, in verità (e come lui anche alcuni altri membri della giuria) ha manifestato in precedenza certe prese di posizione nei riguardi dell'imputato che potrebbero far dubitare della sua imparzialità. Ciononostante, grazie al fatto che egli gode della massima stima e della fiducia di tutti, e che nessuno ha il minimo dubbio sulla sua equanimità, egli fa ugualmente parte della giuria. Perfino l'imputato stesso si fida di lui. Quando verrà il momento, sarà proprio Giovanni a pronunciare il verdetto. Tuttavia, ora brandisce con disinvoltura una pesante mazza ferrata che dà da pensare.
Infine, entra il giudice, il severissimo Moreno Roncucci. Sia l'accusa che la difesa (e pure la giuria) si alzano dalle rispettive sedie in segno di rispetto e si risiedono solo quando lui stesso si siede. Anziano (cioé, no, non anziano, piuttosto giovane; o meglio, abbastanza giovane; forse un po' meno di altri presenti... ma soltanto un po'; e comunque... insomma, non si capisce bene quanti ca$$o di anni abbia)... uomo di una certa età, dicevamo, impaludato in un'ampia toga nera, con un cipiglio perennemente aggrondato, egli è da tutti conosciuto e ammirato per la vastità della sua cultura e la verbosità delle sue sentenze, e il suo giudizio è universalmente reputato infallibile. Dall'alto del suo scranno, il Roncucci domina alla perfezione l'aula e tutti i presenti. Non che sia una novità, per lui.
- Entri l'imputato.
All'ordine del giudice, due guardie introducono in aula Dark. Quando il giovane appare la folla esala il respiro che involontariamente aveva trattenuto. Dark, che tutti, a torto o a ragione, guardano con occhi malevoli o affascinati come guarderebbero la più pura personificazione del Male, è coperto di catene dalla testa ai piedi, i suoi abiti sono sdruciti, la sua espressione è stanca... ma il suo sguardo indomito è pieno di vitalità. Egli è ben lontano dall'arrendersi. - Vostro Onore, - dice Dark petulante... rivolgendosi però erroneamente alla più grossa delle due guardie (si tratta di Behemoth, tra l'altro), - vorrei fare una dichiarazione iniziale. - Behem si blocca, sbigottito, e guarda in direzione del giudice, che si trova ad almeno sei metri di distanza e praticamente alle spalle di Dark.
- Imputato, guardi che il giudice sono io, - dice il Roncucci.
- Oh? Mi sono sbagliato, chiedo scusa. Non potevo micca saperlo. - Dark cambia posizione, spostando tutta la sua attenzione verso Moreno. - Comunque, dicevo, vorrei dichiarare che alla fine ho iniziato a seguire i consigli degli IAFers. Ho provato a leggere Killkiller e, accidenti, è proprio come pensavo: è bellissimo!
Il giudice fa un gesto in direzione di Behemoth, che annuisce e subito provvede a imbavagliare convenientemente Dark. Dopodiché, l'imputato viene condotto a sedere a fianco del suo avvocato. I due si scambiano uno sguardo sconsolato. - Mgmmmmhhff. - dice Dark. - Non dica così, - lo rincuora il Mouser. - Non tutto è ancora perduto.
Il giudice Moreno batte un paio di colpi col martelletto, e annuncia: - Sta per aprirsi il dibattimento sul caso "popolo di IAF contro Dark". - Fa un lieve gesto in direzione dell'Inquisitore: - L'accusa ha facoltà di parlare. - Grazie, signor giudice. - Accompagnando le parole con un cenno del capo, InvernoMuto si alza. Una volta in piedi, dichiara con la voce profonda delle occasioni solenni: - In qualità di rappresentante della comunità tutta di IAF, io accuso l'imputato Dark del crimine più grave ed abominevole che si possa immaginare: E R E S I A, ripetuta e sistematica, nei confronti dei più santi tra tutti i fumettisti. Egli ha oltraggiato e diffamato (osando addirittura criticare) opere e autori che non è pensabile che siano criticati. Ha dichiarato che From Hell è brutto. Ha letto V for Vendetta e ha subito dichiarato di volersene sbarazzare... sminuendo tale opera sublime con poche parole. Ha trattato indegnamente Swamp Thing. E ABC... E poi, il Sin City di Miller, che ha letto e subito scartato; Calvin e Hobbes di Watterston; l'opera di Carlos Trillo; quella di Go Nagai... e tanti, tanti altri, al punto che fare una lista completa è semplicemente impossibile. E non è tutto. La lista delle sue eresie non si ferma al semplice territorio fumettistico, ma si estende in altri campi. Il cioccolato bianco, i telefilm di fantascienza, la grammatica italiana, le posizioni politiche, il cinema (Indipendence Day, santo Moore!), la musica, i libri... La sua è eresia globale, che comprende tutte le dimensioni dell'esistenza, ed è per tutto questo che io, in quest'aula, solennemente, certo di intepretare il volere assolutamente unanime di tutti quanti gli IAFer, chiedo che venga MESSO AL ROGO!!
Al suo fianco, Piccolo Buddha annuisce ripetutamente. Il giudice Roncucci commenta: - Ottimo discorso, avvocato. Leggermente sopra le righe, ma senz'altro...
- No! - grida una voce interrompendolo. Lo stupore si dipinge sul volto dei presenti. La voce è quella di Dark, riuscito in qualche modo a liberarsi del bavaglio. - Tutto questo non è giusto! Io lo ammetto, ho detto ognuna di quelle cose. Però secondo me non si tratta di reati. Perché dire la verità non può essere un reato. E la verità è che i fumetti che piacciono a voi - indica il giudice stesso, che strabuzza gli occhi, e alcuni dei presenti più autorevoli in aula - sono BRUTTI. O al massimo sono EMBE';. Quello che a volte chiamate "lo Zio" sarà anche bravo, ma secondo me potrebbe cambiare mestiere. E lo stesso vale per molti degli altri!
A quelle parole, con un suono secco, una matita
si spezza tra le dita del giudice. Uno sguardo a Behemoth è sufficiente: pochi secondi dopo, Dark è di nuovo imbavagliato. Più strettamente, stavolta. Il Mouser, scandalizzato per il trattamento riservato al suo cliente, inarca n sopracciglio, ma non dice
nulla.
- L'accusa ha parlato. - dice, secondo il rito, il giudice. - La difesa ha una dichiarazione preliminare?
- Certamente, signor giudice, - dice l'avvocato Gray Mouser alzandosi, - ho senz'altro una dichiarazione da rendere. E la mia dichiarazione è... che protesto! Questo processo è chiaramente una FARSA! Una PARODIA! E' la parodia di un'impostura, di una beffa, della parodia di un'impostura di due parodie di una farsa! Il mio cliente non ha nessuna speranza. La stampa lo ha demonizzato per mesi, le sue dichiarazioni sono state travisate e distorte (facciamo finta, ok?), il suo libero pensiero messo alla berlina. Risultato: tra il pubblico oggi presente in questa aula, ne sono certo, tutti quanti sono prevenuti; probabilmente lo è anche la giuria; e lei stesso, signor giudice, è a mio parere prevenuto nei confronti dell'imputato!
Un'arringa da manuale. In tutti i corsi di giurisprudenza per dilettanti (come quello che ha reso avvocato il Mouser) si insegna che la prima cosa da fare è insultare il giudice e la giuria e metterne in dubbio l'imparzialità. Già. Tra il pubblico, qualcuno si dà una sonora manata sulla faccia.
- Avvocato, - dice il giudice Roncucci, parlando tra i denti, e con occhi iniettati di sangue, dopo un silenzio di tomba durato alcuni secondi e carico di incredulità, - si avvicini. Ho bisogno di parlarle in via riservata.
Il Mouser si avvicina, non senza un certo nervosismo. Una volta giunto di fronte al giudice, quest'ultimo si sporge in avanti verso di lui e gli dice, sottovoce: - Avvocato Gray Mouser, credo che sia il caso di parlarle seriamente. Vanno messe in chiaro un paio di cose. Prima di tutto, che questa corte è assolutamente al di sopra di ogni sospetto, e che va considerata tale fino a prova contraria. Quello che sta per avere luogo sarà un regolare processo, cui seguirà un'altrettanto regolare impiccagione. Mi ha capito? Ne sono lieto. "In secondo luogo, voglio ricordarle che, se lei oserà mettere in dubbio ancora una volta la correttezza del procedimento, ho il potere di farla incarcerare per vilipendio, e di farle passare anni in una cella... dove le uniche storie a fumetti che potrà leggere saranno i graffiti porno tracciati sulle pareti della cella dagli inquilini suoi predecessori". Il Mouser inghiotte, fissandolo in silenzio. - Ora, - prosegue il giudice togato, sempre a voce bassa - se, SE, ha qualcosa di costruttivo e possibilmente ortodosso da dire, può farlo. In caso contrario, può tornare a sedersi.
- Capisco. - risponde il Mouser. Udita questa semplice parola, il giudice torna ad assumere una posizione eretta sul suo scranno. La conversazione riservata è finita. L'avvocato difensore indietreggia, fino a riguadagnare la sua posizione iniziale.
- Ritiro la mia dichiarazione precedente, e la sostituisco con ciò che segue.
Respira a fondo. Dà un'occhiata, attraverso una delle alte e strette finestre dell'aula, all'esterno. Il cielo è azzurro, limpidissimo. Nuvole candide e spensierate si rincorrono. Gli alberi protendono i loro rami verso l'alto, come ringraziando il creatore per la loro esistenza. Un uccello padulo, elegante e misterioso, sfreccia nell'aria in un volo di pazza libertà. Il Mouser torna a guardare il giudice, la giuria, l'accusatore, il pubblico, l'imputato. E, con voce chiara e ferma, dichiara: - Dimostrerò, nel corso di questo dibattimento, che il mio assistito è completamente innocente dei cosiddetti crimini ascrittigli. Dimostrerò che egli non ha fatto nulla di diverso da ciò che fanno quotidianamente i frequentatori del ng. Dimostrerò che non è vero che tutti i postatori abituali lo condannano unanimemente per il suo comportamento. Dimostrerò, inoltre, che lo scopo finale da lui perseguito era proprio quello di giungere a un processo pubblico come questo, che facesse finalmente emergere allo scoperto l'iniquità, la censura e l'intolleranza di cui è stato vittima e che troppe volte sono state negate con vuote e inconsistenti affermazioni di democraticità. Sì, signori, questa è la verità: tutti voi siete sotto processo, non il mio cliente o il suo comportamento. Tutti, tutti voi. E alla fine, dal confronto non potrà che emergere la nobiltà d'animo, la democraticità, lo spirito illuminato del mio assitito, nonché la legittimità e in qualche caso addirittura la condivisibilità di alcune delle sue opinioni. Si guarda attorno. Il suo sguardo viene ricambiato con durezza dai presenti. In molti c'è scetticismo e condanna... ma qua e là fa capolino anche qualche scintilla di dubbio. - Tuttavia, - prosegue, - se dovessi accorgermi che con la giuria questa linea difensiva non attacca, sosterrò invece che egli è incapace di intendere e di volere, e che quindi non può essere ritenuto responsabile delle sue azioni.
"Ho finito".
Il prologo ha avuto luogo. I pezzi sono stati disposti sulla scacchiera, i ruoli sono stati assegnati. La sigla di testa è passata. Ora quasi tutto è pronto per lo spettacolo. Resta solo da aggiungere che, anche se nessuno ancora se n'è accorto... ...in mezzo al pubblico ci sono DUE Figliodombra.
[fine prima parte - continua]
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