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Sezione: For fans only

IAF: Armageddon! #1
- Where no IAFer has gone eccetera -
Data: 22/12/05

- Yawwn! - sbadiglia il Gray Mouser.

Sdraiato sul letto in casa sua, si stiracchia dopo un sonnellino riposante. E' una perfetta, normalissima domenica qualunque. Intorno a lui, sparsi ovunque per la stanza, mucchi inusitati di fumetti. Su di una mensola, il Premio IAF 2002, una pregevole statuetta riproducente Lupo Alberto che tiene in mano un preservativo. In un angolo della stanza, un televisore... il cui schermo acceso però mostra solo il vuoto, o quasi (trasmissione con Enrico Papi).
Il Mouser finisce di stiracchiarsi e si gratta la testa, producendo un inelegante rumore rasposo. Dovrei alzarmi, pensa pigramente. Se non fossi così stanco... Dovrei darmi da fare. Dovrei andare alla scrivania e prendere carta e penna. Fanfiction, articoli e sceneggiature aspettano solo di essere messi nero su bianco... Fissa il soffitto per qualche minuto, raccogliendo le forze. SI'!, dice poi imperioso a sé stesso, come per autoconvincersi. Questa volta mi alzerò! E scriverò una sceneggiatura straordinaria. E contatterò un bravo disegnatore... e poi un editore ci scoprirà e ci pubblicherà e andremo in tutte le edicole e ci sarà un clamoroso successo di vendite e il Fumetto rinascerà e tutti sapranno che è merito mio e ci sarà una parata e... e... e...
Sospira. Batte le palpebre. Sbadiglia.
Ma sono così stanco... E, per la millesima volta, si gira di lato.

...
Devo aver dormito, pensa più tardi l'inconcludente personaggio, risvegliandosi. Si acciglia. Ma questa volta basta, riflette, è proprio il caso che mi alzi. Non posso più tirare avanti in questo modo... Sì, ora mi alzo. Mi alzo! MI ALZO!
E fa per mettere in atto il suo proposito.
...Ma sfortuna vuole che la sua decisione non possa venire portata a compimento. Proprio a quel punto, infatti, un accecante e sovrannaturale lampo fulmina per un istante la stanza. E, quando tutto torna alla normalità, la figura dell'ineffabile IAFer è... scomparsa! La stanza è adesso deserta e silenziosa, vuota come le tasche dei contribuenti.

E l'occupante è finito in un luogo molto, molto, molto lontano.



Un mondo solitario e disabitato, situato in un angolo inconcepibilmente remoto di un universo senza nome al di fuori del nostro. I continenti, anche se di dimensioni diverse, hanno tutti una forma simile: grosso modo ellittica, con una sorta di piccola penisola appuntita in direzione sud. Ed è al centro di uno di questi continenti, in una valle silenziosa, nella notte illuminata solo dalla fioca luce delle stelle, che appare d'incanto un folto gruppo di sbigottiti personaggi.
Dalle loro espressioni, e dalle posture che ognuno di loro conserva, sarebbe immediatamente chiaro anche ad un osservatore superficiale che essi sono i primi ad essere sorpresi da ciò che sta accadendo. La loro improvvisa apparizione non è dipendente dalla loro volontà. C'è chi è stato chiaramente colto e prelevato mentre stava facendo ginnastica, chi mentre stava leggendo, chi con un rotolo di carta igienica in mano, chi mentre si apprestava ad andare a tavola, ecc. Unico tratto comune a tutti, lo stupore dipinto sui loro volti.
Alcuni istanti pieni solo di sguardi smarriti e di esclamazioni soffocate. Poi, è il Mouser il primo a parlare, rompendo il silenzio e dando voce allo sbigottimento di tutti. - C-che diavolo è successo? - balbetta. - Dove siamo?
Gorgon inarca un sopracciglio e risponde cautamente guardandosi intorno. - Beh, Mouser, lasciami dire... che credo non siamo più nel Kansas.
- Bella battuta, Gorgon, - commenta mauro uzzeo.
- PLONK! - fa Hytok
- Apparentemente, - azzarda Moreno, - qualcosa ha causato una dissociazione in particelle subatomiche dei nostri corpi, riducendoci in protomateria. Poi, siamo stati teleportati qui, su coordinate spaziali prestabilite, dove siamo stati riassemblati e restituiti al nostro stato solido iniziale.
- Mi pare ovvio, Moreno, - commenta il_pellegrino, nel contempo strappandosi pensierosamente il tovagliolo dalla camicia.
- Ovvio? Ma cosa ha detto? - fa Dark.
Tetsuya digrigna i denti come un personaggio liefeldiano. - Se hai un po' di pazienza, te lo rispiego dopo, in parole monosillabiche...

- Cerchiamo di ragionare, - dice Moreno, - in primo luogo, stabiliamo chi esattamente si trova qui. Mi sembra di riconoscere molte facce...
- Lo stesso vale per me - annuisce Zogo. - Ad una prima occhiata, a giudicare dai volti che riconosco e dalla quantità di persone che vedo, mi sembra che con noi ci sia mezza IAF. Se non tutta. - Il suo sguardo abbraccia le decine di persone ancora un po' confuse che si aggirano intorno, poi conferma la sua impressione iniziale: - Sì. In qualche modo l'intero newsgroup, o una sua parte molto cospicua, è stato teletrasportato in questo luogo arcano.
- Ma dov'è che ci troviamo? - fa Gray Mouser. - Normalmente sarei riuscito ad orientarmi guardando le stelle, ma non riesco a riconoscerne nessuna...
- E soprattutto, - aggiunge Luca XX, - chi, o che cosa, ci ha attirati qui? E perché?
Tutti coloro che hanno parlato finora si guardano in faccia l'un l'altro. Nessuno riesce a tirar fuori uno straccio di risposta. Su questo argomento, regna il buio più assoluto.
- Chi? - dice poi una voce tenebrosa apparsa dal nulla, facendosi udire all'improvviso. - IO. IO sono colui che vi ha convocati qui.
Un massiccio gigante della pelle viola, alto un metro e novanta, con una muscolatura impossibilmente sviluppata e con occhi come oscure pozze d'ombra, è apparso ora tra loro e li guarda dall'alto in basso. Il suo, molti lo riconoscono, è l'aspetto di uno dei più famosi supercriminali della Marvel. E' quello del titano pazzo di Jim Starlin, l'amante della Morte, il nichilista...
- THANOS DI TITANO! Ma com'è possibile?
La facciata rocciosa che è il volto dell'essere si incrina in un accenno di sorriso. - No, miseri mortali... Non sono realmente quello che voi chiamate Thanos. Ho solo scelto di assumere il suo aspetto per questa occasione. Ma altrettanto facilmente avrei potuto assumere quello di ALTRE entità superpotenti. Come per esempio questa - (e all'istante si trasforma nell'arrogante entità Q, dritto dritto da Star Trek TNG, e lancia uno sguardo di superiorità ai suoi interlocutori), - Oppure questa - (il rapacesco Montgomery Burns, incubo di Homer Simpson e tutto intento a sfregarsi le mani) - O questa. Quest'altra. Quest'altra ancora. - (Raoul. Terminator. Berlusconi).
"...Ma l'aspetto che ho scelto - (e si ritrasforma in Thanos) - mi sembra essere il più appropriato, per il singolare e cosmico dramma che mi appresto a porre in essere oggi."
- Ma allora... se non sei Thanos... e non sei nessuno degli altri esseri... chi sei?
Le ombre crescono intorno al malvagio e ai nostri indomiti eroi. Sotto il cielo che si fa sempre più cupo, il freddo cresce d'intensità. - Preparate le vostre anime al terrore più cieco, - comincia l'essere con voce cavernosa, - perché mai avete affrontato un avversario par mio. Io sono il sinistro mietitore. Colui che non dà scampo. Colui che viene per distruggere.
"Sono colui che non fallisce mai."
- Cioè? Traini? - azzarda Mailmaster C, con un mezzo sorrisetto alla Ratman.
- NO, NO, NO, DANNAZIONE! Non sono una persona realmente esistente! Credevo si capisse! Io... sono un concetto astratto. Rappresento l'agonia finale del vostro amato medium. Il calo di pubblico, il lento strangolamento di una distribuzione spietata, l'assenza di palestre per i nuovi autori, l'inettitudine di certi editori. Io sono la Morte. Una Morte ben precisa. - E, sotto gli occhi sbigottiti dei suoi interlocutori, conclude:
"Sono la Morte del Fumetto. Un lutto inevitabile, ormai."
- Inevitabile un par di balle! - esclama Gramin con veemenza.
- Naturalmente ti rendi conto, - fa il_pellegrino, sfidando anch'egli il gigante dalla pelle viola, - che questo significa guerra!
Giuseppe Gigante rincara la dose: - Stolto! - esclama. - Noi tutti danzeremo ilari sulla tua tomba illacrimata! - Gli manca solo il Mjolnir, e sarebbe perfetto.
- E' tempo di distruzione! - gli fa eco Villotta, agitando i suoi temibili pugni in direzione del violaceo essere.
La reazione di Thanos è formidabile. Con occhi lampeggianti d'ira e denti digrignanti, investe gli IAFer. - Tacete, pazzi! Voi non conoscete il potere che state sfidando! Guardate! - Sollevata una mano verso il cielo, descrive con solennità un arco con il braccio. Un gesto simile a quello dell'insegnante che, usando una spugna, cancella ciò che è stato scritto su una lavagna. ...E, proprio come se si trovassero su una lavagna, parte delle stelle visibili in cielo vengono cancellate alla vista. In pochi secondi, una intera galassia scompare nel nulla, sotto gli occhi dei nostri eroi.
- Unglaublich! - esclama sCaReBoB incredulo.
- Che io sia dannato! - gli fa eco Moreno. - Con un semplice gesto, ha spazzato via l'intera... l'intera galassia delle vecchie riviste antologiche! Il suo potere è senza limiti!
Dai ranghi degli IAFer si fa sentire la voce di Luca Brunori: - La galassia delle riviste d'autore, vorrai dire, Moreno...
Thanos guarda Moreno con aria di apprezzamento. - Una galassia di riviste, già... Vedo che alcuni di voi sono già riusciti a intuire qualcosa sul luogo in cui ci troviamo. In effetti, è proprio come il vostro compagno ha detto: ciò che io ho distrutto non era una galassia nel senso canonico del termine... Perché qui non siamo all'interno dell'universo canonico.
"Ci troviamo invece in una sorta di piano astratto, un universo concettuale, all'interno del quale praticamente ogni cosa sulla quale posate lo sguardo ne simboleggia in realtà un'altra. Questo pianeta, il sole e le stelle stesse non sono altro che la trasposizione su questo piano della realtà fumettistica. Questa valle, i fiumi, le montagne, gli oceani di questo pianeta.. ma anche il più piccolo filo d'erba, rappresentano serie a fumetti, personaggi, scuole, universi narrativi... e chi più ne ha più ne metta. L'oceano, che dal punto in cui ci troviamo adesso non è visibile... laggiù oltre l'orizzonte... è l'Oceano dei Manga. Le vallate in cui ci troviamo sono il Territorio Italiano-Bonelliano. Ad ovest, in una delle zone più insalubri del pianeta, ci sono le velenose Paludi Supereroistiche. Verso nord, dove nei fiumi scorre ambrosia, la vegetazione è rigogliosa e verdeggiante e tutto è letizia e abbondanza (per ora) c'è l'Altopiano dei Cartonati Francesi. Questo tenero filo d'erba che si trova ai miei piedi è una giovane serie italiana, Halloween School se non erro. Quell'arbusto piuttosto sviluppato è Ratman.
- Acc... - fa una IAFer. - Cos'è che ho appena calpestato?
- Uh? Oh, è Killkiller. Puoi pulirti le scarpe sulla Star Comics, se vuoi, - e indica una radura erbosa più in là.
Mentre l'ombrosa disegnatrice si toglie la soddisfazione, il gigantesco essere intreccia le mani dietro la schiena e prende a camminare avanti e indietro, in un ben noto atteggiamento declamatorio. - Anche ora che sapete tutto questo, però, mi rendo conto che i vostri irrequieti quesiti sono ben lontani dall'essere soddisfatti. 'Ma perché mi trovo qui?', vi starete chiedendo. 'Cosa mai ha spinto questo essere a portarmi in questo luogo?'. Ebbene, ora ve lo spiegherò.
"Dovete sapere - e certamente nei più reconditi meandri del vostro essere ne siete consapevoli - che il mondo del fumetto, ormai da lungo tempo... è agli sgoccioli. Ha gli anni contati. Le Alte Sfere, le Entità Eterne che supremamente governano il Tutto, e delle quali io stesso non sono altro che un umile servo, hanno deciso da molto tempo l'estinzione del sequenziale medium.Voi già lo sapete, i segni sono tutt'intorno a voi, evidenti... anche se qualcuno continuerà a non ammetterlo.
- Ma infatti, - fa S|<alda. - Tu vaneggi!
- IO PARLO A RAGION VEDUTA! - sbraita Thanos. - La fine s'approssima, credetemi, io lo so.... Perché IO sono la fine. Sono stato creato per questo. Quando verrà il momento, mi basterà un comune schiocco di dita per cancellare l'universo che ci circonda. Uno schiocco di dita, per dare inizio all'estinzione di tutti i fumetti. Certo, ci vorrà qualche anno prima che il processo sia completato... ma una volta iniziato le speranze di fermarlo saranno minime.
Fa una pausa. China lievemente la testa. "Eppure... eppure, per quanto ciò possa suonare assurdo, c'è in me ancora una piccola, infinitesima scintilla di dubbio. Forse, mi sono detto, l'oggetto della penosa eutanasia che mi appresto a compiere non merita questa fine senza gloria. Forse.. forse è tutto un errore.
"Così, ho deciso di dare un'ultima opportunità alle nuvole parlanti. In che modo?, direte voi. Semplice: come detta la migliore tradizione del più trito fumetto supereroistico, tutto dovrà essere deciso da una bella super-scazzottata. I campioni della Vita contro quello della Morte (del Fumetto, è sottinteso).
"Ed è per questo che vi ho chiamati qui. Sì. Perché sarete voi i miei avversari. E dovrete tentare di sconfiggermi, se volete salvare l'oggetto della vostra passione.
"Combattetemi, fumettomani. Se mi sconfiggerete - cosa alquanto improbabile, comunque - risparmierò l'Arte Sequenziale. Tornerete a casa immemori di tutto e riprenderete le vostre vite normali. E il fumetto continuerà ad esistere. ...Ma, se invece dovessi essere io a sconfiggervi, ebbene, allora il destino che già è stato scritto dovrà compiersi.
"Accettate questo confronto?"
- Come no, - risponde Andy Roid arrotolandosi le maniche e avvicinandosi a Thanos. - Cominciamo?
Il gigante lo ferma mettendo le mani avanti. - No, no, no... non così. E non qui. Prima dovrete raggiungermi nel mio castello, al di là del labirinto. Solo lì avverrà lo scontro. - E così dicendo indica un castello dall'aspetto futuristico che si trova sul lato opposto della valle (e che fino a pochi secondi prima, come tutti i presenti potrebbero giurare, non c'era). Torri, cupole, guglie, pinnacoli, un guazzabuglio di forme diverse compongono il complesso. Intorno alle torri, quello che ha tutto l'aspetto della pista sopraelevata di un ottovolante. Pare di distinguere anche uno scivolo in stile Acquafan di Riccione e una ruota panoramica da luna park. Incomprensibili prodotti di un'architettura aliena, evidentemente. Intorno al castello e per centinaia di metri, un intricato labirinto che limita l'accesso alla costruzione.
- Ma... perché dobbiamo venire fin lì? Se sei già qui...
Thanos alza le spalle. - Così... Tanto per tirarla per le lunghe. Mi diverto di meno se vi stronco qui e subito. Così, invece, magari mi godo lo spettacolo di voi che vi avete illudete un po'... Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! Ah!
E, mentre ride sonoramente con la testa buttata indietro, Thanos d'un tratto svanisce come uno sbuffo di fumo sotto gli occhi esterrefatti degli IAFer. - Raggiungetemi! - conclude ancora la sua voce senza corpo, simile a quella di un fantasma. - Io sarò lì ad aspettarvi...
"Raggiungetemi!"

Per alcuni istanti regna un innaturale silenzio... poi, d'improvviso, è come se tutti gli IAFer avessero riacquistato nello stesso istante l'uso della parola. Un caotico, assordante brusio riempie la vallata. C'è chi contesta vivacemente le affermazioni dell'essere, chi le appoggia con tristezza, chi si dichiara agnostico. Chi sfida il gigante, chi si dichiara confuso, chi aggredisce insensatamente il proprio interlocutore, chi commenta salacemente o con sgomento il tutto. Chi sbraita, chi mormora, chi urla, chi starnutisce, chi si gratta. Il risultato è un caos indescrivibile, come da molto tempo non si vedeva in IAF.
Moreno, piazzato esattamente al centro del piccolo quasi esercito, cerca di portare un po' di ordine. Si rivolge agli IAFer a lui più vicini: - Cerchiamo di organizzarci, - dice. - Qualcuno vada a controllare i dintorni. Voglio assicurarmi che non ci siano altre brutte sorprese in serbo per noi. Occupatene tu, Lupus Albus. - D'accordo, Moreno! Vado subito. - Poi... ci vuole un censimento di tutti i presenti. E un conteggio di chi è a favore della battaglia e di chi invece è contro. - Mi autoincarico io di questo. Anche senza Agent Find dovrei cavarmela facilmente... - Ok, Zogo. E ci vuole qualcuno che cerchi di valutare la complessità di quel dannato labirito, e di come possiamo organizzarci per superarlo. E' compito tuo, Argraglierr Lasonil. Ehm, cioè, Gallagher Lasonil. Araghern. Layenel. Anakin? - Pausa. - Kyo, è compito tuo!
Più in là, Giovanni Agozzino sta scuotendo la testa. - Ma ci pensate? Un mondo senza più Morrison, o Moore, o Nagai... Niente più nuovi V for Vendetta o From Hell da leggere...
- Niente più From Hell? - fa Dark sorridendo, - Oh, beh, fosse solo per quello non è che ci perderemmo poi granché...
- AHHRRR! - grida Tetsuya con uno strano misto di dolore ma anche soddisfazione. - Passo falso, Dark! Lo sapevo che prima o poi avresti detto qualcosa del genere. - E sorridendo come un lupo che si avventa sulla preda gli si avvicina a grandi passi. Estrae da una tasca un ombrellino ripiegato, lo solleva, preme il pulsante sull'impugnatura.
SNIKT!, fa l'ombrello scattando.



Il_pellegrino e il Gray Mouser, un po' in disparte dagli altri, riflettono, seduti su delle rocce. Guardano in silenzio la moltitudine degli altri IAFer. Accolgono senza scomporsi troppo l'ululato di dolore di Dark. Tacciono.
- Cosa ne pensi, Giovanni? - fa poi il Mouser. - Io non ci capisco niente. Un po' le cose che ha detto quel... quell'entità, un po'; questo assurdo mondo in cui ci troviamo... Mi sembra tutto irreale. - Sospira. Fa una smorfia. - Ma forse questo è logico. Probabilmente è solo una specie di incubo. Da un momento all'altro mi sveglierò nel mio letto e mi metterò a ridere come un cretino.
L'altro gli lancia un'occhiata e alza le spalle. - Mah... Cosa vuoi che ti dica? - risponde. - Sono scombussolato anch'io. E' una situazione assurda. Un nemico assurdo. Con pretese ugualmente assurde. E un mondo che è quanto di più strano e pazzesco si possa immaginare.
Il Mouser restituisce al suo interlocutore uno sguardo penetrante, poi... - Già, - risponde. - Uno strano mondo. - Volge lo sguardo al castello e al labirinto che lo circonda. E ripensa alle Paludi Supereroistiche, all'Oceano Manga, all'Altopiano dei Cartonati, alle riviste antologiche... e a tutti gli altri grandi regni in pericolo che si trovano in quel pazzo "universo concettuale" fumettologico. E a ciò che rappresentano.
E torna a voltarsi verso il_pellegrino.

"Facciamo in modo che non cambi".

[continua?]



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