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Sezione: For fans only

Il processo di Dark #2
- The middle -
Data: 21/12/05

I PERSONAGGI:
Dark: l'eretico, il pazzo, il miscredente. E questi sono i suoi lati migliori! Egli affronta coraggiosamente la fallibile giustizia umana, con una terribile accusa sulle spalle: eresia! Rischia la pena capitale.
InvernoMuto: il temibile accusatore. Un Inquisitore così fanaticamente dedito alla causa da voler indossare l'abito monacale - tipico dell'Ordine cui appartiene - anche in questo afoso mese di luglio. Poveraccio. Sotto, probabilmente, suda come un cavallo. Al suo fianco, il fedele apprendista Piccolo Buddha.
Gray Mouser: il brillante avvocato difensore... un professionista mai sconfitto prima in aula! Mai neanche vincitore, però. E nemmeno pareggiante. In effetti, non c'è mai stato, in un'aula di giustizia.
Il giudice: l'attempato e severo Moreno Roncucci. E' il Grendel, lo Shrike, il Terminator di IAF: nessuno sopravvive a uno scontro (fumettistico) con lui.
La giuria: venti noti IAFer, tutte persone serissime e molto comprese nel loro ruolo, e tutte rigorosamente equidistanti (quindici centimetri tra una sedia e l'altra).
Tutti costoro, più uno stuolo di testimoni e un numerosissimo pubblico, affollano l'aula, in attesa di conoscere gli sviluppi del caso giuridico più appassionante dell'anno.

InvernoMuto annuncia: - L'accusa chiama a deporre... Lazarus Long!
Laz occupa la sedia del testimone. Ha un'aria tranquilla e rilassata. Egli, come la maggior parte (se non la totalità) dei presenti nell'aula, è uno IAFer... eppure riesce in qualche modo ad apparire come una persona normale. Solo lo sguardo feroce e bruciante che lancia all'imputato rovina quest'illusione.
- Andremo subito al sodo, - esordisce con calma l'accusatore. - Mi dica, Laz, lei ritiene l'imputato colpevole o innocente?
- Colpevole! - ringhia Laz. - Senza ombra di dubbio. Ho assistito a una quantità esorbitante di affermazioni eretiche da lui pronunciate.
- Esempi?
- Uhmmm... comincerò con un fumetto da lei nominato nell'arringa: V for Vendetta. Quel fumetto è una gran FIGATA... ma Dark ne ha fatto una recensione abominevole... e ha detto che se ne sarebbe subito sbarazzato.
"Poi... devo dire che molti degli altri fumetti da lei nominati non li ho mai letti, per cui non posso pronunciarmi. Ma uno che conosco è lo straordinario Rat-Man, e so per certo che le recenti affermazioni di Dark, secondo le quali gli albi attualmente in edicola sono brutti... sono solo orrende eresie! Altro esempio ancora, il fumetto degli X-Men... non gli piace. Claremont... non l'ama. Altre lampanti eresie!
"E non finisce qui...!" La testimonianza di Lazarus Long, un'impressionante elencazione di nefandezze commesse dall'imputato, sembra durare un'eternità. Per tutto il tempo InvernoMuto continua ad annuire soddisfatto. Il Mouser, invece, sprofonda lentamente nella più cupa disperazione. Dark, seduto al suo fianco, ha lo sguardo vivace di uno che vorrebbe intervenire... ma il bavaglio glielo impedisce.
Alla fine, InvernoMuto interrompe il teste. - Può bastare, signor Long. Mi dica solo ancora una cosa, poi avremo finito. Secondo lei, qualora l'imputato fosse condannato, quale pena potrebbe meritare?
- E' mia ferma opinione che egli debba essere come minimo scannato.
- Passato allo scanner?
- No.
- Molto bene. - InvernoMuto alza la testa verso il giudice. - Non ho altre domande, Vostro Onore.
Moreno annuisce. - In tal caso, la difesa può interrogare il teste.

Consapevole di essere sotto gli occhi di tutti, il Gray Mouser si avvicina al testimone. Tenta di mostrarsi tranquillo... ma nel suo intimo è letteralmente in preda al panico. La sera prima avrebbe dovuto studiare la sua documentazione, per preparare i controinterrogatori, ma un problema tecnico gliel'ha impedito: il videoregistratore era rotto, e così, per non perdersi il film porno su Telepiù, è stato costretto a guardarselo "in diretta", fino a tarda ora. Sul momento, gli era sembrata una buona idea... ma adesso il suo intelletto senza pari comincia a sospettare che possa essere stato un errore.
Dannazione. Cosa può mai chiedere, al testimone, che possa aiutare il suo cliente? Quello è Lazarus Long... uno che, come l'interrogatorio appena concluso ha dimostrato, senz'altro non è un ammiratore di Dark. Egli ha due grandi desideri: il primo, che il suo idolo Chris Claremont gli cammini sulla faccia; il secondo, che, già che c'è, lo scrittore vada avanti e indietro per un po' anche sulla faccia di Dark. In automobile, però.
Non c'è speranza che dica qualcosa di positivo sull'imputato.
- Mi dica, Laz... ehmmm... mi dica. - Vuoto mentale assoluto. Però, a questo punto, non si scappa: bisogna pur dire qualcosa. - Che ne pensa... sì... che ne pensa di questa bella giornata? C'è un bel sole, vero?
Laz batte le palpebre. - Beh... sì. Una splendida giornata. - Sposta il suo sguardo verso l'imputato e fa un minaccioso sorriso da carnivoro. - E la prospettiva di un bel rogo la migliora ancora... - Come se Dark fosse una perfetta emoticon vivente, sul suo viso appare una goccia di sudorino manga.
Il Mouser decide di far finta di niente. - Uhmmm, ehmm... Mi dica, Lazarus, da quanto tempo frequenta IAF?
- Sono qui da alcuni anni. Quattro... forse cinque.
- E, ci pensi bene, in tutto questo tempo davvero non le è mai capitato di vedere qualche eretico tanto eretico quanto l'imputato Dark?
Laz non esita: - No, mai.
Porca vacca, pensa il Mouser. - Ne è sicuro?
- Assolutamente. Mai in precedenza ero arrivato al punto di sognare tutte le notti, regolarmente, il momento dell'esecuzione finale di un postatore di Usenet. E sì che ne ho viste di tutti i colori.
Il Mouser si affloscia. L'interrogatorio sta diventando sempre più controproducente... quasi come darsi martellate sui cosiddetti. - Ah, - commenta, con voce atona. - Lei, tutte le notti, sogna...
- Sì.
- Non è che ha letto troppe volte Sandman?
- Come?
- Lasci perdere, non importa. Signor giudice, non ho altre domande.

- L'accusa chiama a deporre Tetsuya, l'allegro pittore!
- Signor Tetsuya, - dice InvernoMuto, - ripeterò la stessa domanda che ho già fatto al teste che l'ha preceduta. Lei ritiene l'imputato colpevole o innocente? E se lo ritiene colpevole, perché?
- E' colpevole, naturalmente. Il perché lo ritenga tale è presto detto. Come Laz, e come immagino tutti i testimoni che seguiranno, ho assistito a una quantità innumerevole di criminali blasfemie da parte sua.
- Lo ha udito personalmente dire queste cose?
- La maggior parte delle sue eresie, no, non di persona. Solo per iscritto, tramite Usenet. Ma recentemente... a maggio, per la precisione, all'Impact di Bologna... ho avuto modo di incontrarlo "dal vivo" e ho potuto udire con le mie orecchie.
- Qualche esempio di eresia?
- Tanto per cominciare, dico solo due parole. - A questo punto il suo tono si abbassa in un sussurro reverente: - Go Nagai. - Riacquista un tono un po' più normale (ma sempre da devoto) e prosegue: - Il Maestro... mi perdoni se esito, ma non riesco a dire una cosa del genere così facilmente... il Maestro non incontra le simpatie di Dark! - In alto sul suo scranno, il giudice Moreno, che segretamente si identifica con il personaggio nagaiano di Violence Jack, non riesce a trattenere un'espressione di disgusto. Tetsuya continua: - Basterebbe questo, a mio parere, per condannarlo senza possibilità di appello. Ma ci sono molte altre cose... - E anche lui inizia a fare un lungo raccapricciante elenco. A un certo punto, soffermatosi a parlare del giorno dell'Impact, menziona il fatto che Dark aveva acquistato un cofanetto di Star Trek TNG.
Si leva un grido: - Ma su questo argomento non sono eretico! - Stupore. E' la voce di Dark! Si è liberato un'altra volta del bavaglio! Il giudice Moreno lancia un'occhiata di rimprovero al perplesso Behemoth... poi sospira rassegnato, e decide di lasciar perdere. Far star zitto l'imputato è un'impresa impossibile. - Non sono eretico a proposito di TNG! - ripete Dark. - Ora che me la sono guardata, sono d'accordo anch'io: la prima serie di TNG è brutta!
Tetsuya scatta in piedi e grida: - STAGIONE, accidenti, STAGIONE! NON SERIE!
- Opps.
- SIGNORI! - interviene il giudice. - Non tollererò altre intemperanze da parte del teste. E neppure tollererò altri interventi, non esplicitamente richiesti da questa corte, da parte dell'imputato. Sono stato chiaro? Bene. InvernoMuto, può continuare.
- Grazie, signore. Solo una cosa, Tetsuya. Se l'imputato fosse riconosciuto colpevole, quale pena riterrebbe adeguata per lui?
- Non lo so. Nessuna pena mi sembra sufficiente. Finora ho solo potuto minacciare di prenderlo a ombrellate. Tremende ombrellate, però. Personalmente, credo proprio che qualcuna non gli farebbe male. - E la sua mano si stringe sull'impugnatura dell'ombrello, che egli ha portato con sé, con tanta forza da far sbiancare le nocche.

Tocca alla difesa controinterrogare Tets l'allegro pittore. Gray Mouser, ancora brancolante nel buio come durante l'interrogatorio di Laz, prende il posto dell'Inquisitore. - Una parte della sua conversazione con il mio collega e avversario InvernoMuto mi ha colpito, signor Tetsuya. Mi riferisco al momento in cui lei ha fatto cenno al suo ombrello come strumento di punizione.
- Sì? - lo incoraggia Tetsuya. - Che cosa vuole sapere, avvocato?
- Mi chiedevo... Come lei saprà bene, la pena proposta per l'imputato è il rogo. Inoltre, come la stampa e gli organi di informazione in generale hanno anticipato, molti hanno proposto anche pene più crudeli, come l'impiccagione, la lapidazione, il seppellimento in una tana di formiche rosse... e altre ancora. Lei sa tutto questo, vero?
- Certo. Sono una persona mediamente informata.
- Allora mi chiedevo... usare l'ombrello sull'imputato mi sembra una forma di punizione molto più blanda, a confronto di quelle che sono state proposte. Tutto questo mi sembra indicare che il suo atteggiamento di condanna sia meno rigido, più tollerante, di quello prevalente tra i suoi colleghi IAFer. O no? Mi sbaglio, forse?
- Si sbaglia sì! L'ombrello è un ottimo strumento di punizione. Non so se lei ha presenti le vignette di Altan, ma sono piuttosto celebri quelle dell'operaio con l'ombrello infilato nel...
- Grazie, Tetsuya, - lo interrompe il Mouser in fretta, - non è il caso di proseguire. Ho presenti le vignette in questione. Devo immaginare, quindi, che lei condanna Dark tanto quanto lo fa il signor Long? E che anche lei non ha mai visto un eretico tanto eretico quanto Dark?
- Esattamente, - sogghigna Tets, chiaramente di buon umore.
- Evabbé. Non ho altre domande.
- Grazie, avvocato, - fa il teste, facendo per alzarsi dalla sedia. E aggiunge, sardonico. - Credevo che avrebbe chiesto anche a me qualcosa su Sandman...
- Come?
Tets fa un cenno di scusa. - Niente, avvocato, stavo scherzando.
Ma il Mouser lo blocca, con una strana espressione intensa sul volto. - Aspetti un momento. - Il teste, colto a metà del movimento, si ferma, guardandolo. Il Mouser riflette...
Nella vita di ognuno, ci sono dei rari - oh, rarissimi - momenti, in cui gli enigmi più complessi, i problemi più difficili e tormentosi (tipo il come pagare l'affitto... o il come aprire una lattina di Coca quando la linguetta si rompe) sembrano risolversi quasi da soli; momenti in cui la soluzione ti si presenta così, spontaneamente, come sussurrata al tuo orecchio da una voce invisibile, e tu non devi fare altro che restare, immobile e stupefatto, a guardare i tasselli del puzzle volare silenziosamente al loro posto... uno dopo l'altro.
Questo è uno di quei momenti. E il Mouser lo sta vivendo.
Ha visto uno spiraglio. Come nel più dozzinale e squallido dei telefilm, una casuale osservazione di un personaggio ha scatenato in lui una serie di associazioni mentali forse decisive.
- Si risieda, Tetsuya. Le farò ancora una domanda.
Il testimone torna ad occupare il posto, con un grosso punto interrogativo che gli aleggia sulla testa.
- Secondo lei, Tetsuya, Sandman fa parte oppure no dell'universo DC?
Il teste, disorientato, guarda verso il giudice. Questi gli fa cenno di rispondere. Si sblocca. - Secondo me, sì, fa parte dell'universo DC... anche se, certo, è un personaggio atipico.
- Molto bene. Grazie, può andare.

Anche Tetsuya, il secondo testimone a essere stato interrogato, esce di scena. Ma ovviamente non è l'ultimo. Questa fase del processo è solo all'inizio. Molti altri devono essere ascoltati. E uno dopo l'altro, sfilano sulla sedia del teste, rispondendo alle domande su Dark.
Lemming: - Considera Cuore di menta un buon fumetto... AAARGGHHHH!
Graziano Montanini: - Nessuno può meritare il rogo più di lui.
Josh: - Quando sarà giudicato colpevole e lo manderanno sulla ghigliottina vorrei avere l'onore....
Lobo: - Ha definito "sportivi" i fumetti di Adachi.
King Mob: (censura)
Figliodombra, grande fan di Alan Moore (al quale tra l'altro assomiglia come fosse il suo sosia): - Anatema su di lui!
ERPECCO... non si presenta a testimoniare! Ha avuto un contrattempo... ma verrà al prossimo processo.
E poi: Skalda, Nibunnoichi, andrea spacca, Gramin, Candido, Massimo Maisano, Lorenzo Dal Bello, Freinkie, Paolo Tramonti, Eldar Dice, Zogo, Dimhellfire, Nad, Mic.Gin... e tanti, tanti altri, rendono la loro testimonianza.
Tutti costoro, a parte certe piccole sorprese, testimoniano su Dark sostanzialmente nella stessa maniera. A ognuno di loro, poi, nel corso dei controinterrogatori, Gray Mouser fa qualche domanda su Sandman e sulla sua collocazione o meno nel DC Universe. A qualcuno chiede anche se ritiene che il fumetto sia letteratura. A Graziano Montanini domanda cosa ne pensi di Rob Liefeld.
Cosa diavolo starà macchinando?
Ci vogliono due giorni prima che tutti i testimoni dell'accusa siano stati interrogati. Poi, finalmente, tocca alla difesa, e il Gray Mouser può chiamare qualcuno in soccorso del suo cliente.

- La difesa chiama ora a testimoniare... Ombra!
A questo annuncio, un diffuso mormorio carico di aspettativa riempie l'aula. Cento e cento teste si voltano verso l'ingresso. Le grandi porte si spalancano promettenti, con un lieve cigolio... ma nessuno le varca. Nessuno entra in aula. All'esterno, nell'atrio, nessuno attende la chiamata.
Ma allora, Ombra, dov'è?
In quella, in un punto situato molto in alto dell'alta sala, una sacra vetrata, il cui mosaico raffigurava un gruppo di devoti in pellegrinaggio alla Morenomobile, vola in mille pezzi, infranta dal corpo di una giovane donna proiettatasi irresistibilmente attraverso di essa. Non si capisce bene come abbia fatto a trovarsi così in alto - forse era appollaiata sul tetto, oppure è stata calata da un elicottero silenzioso, oppure sa volare, boh - né per la verità è chiaro perché l'abbia fatto. Amore per la teatralità, forse. Comunque, adesso è lassù, e sta piombando esattamente al centro dell'aula. Nel corso della caduta ella, agilmente, compie un'ardita giravolta su sé stessa, un paio di acrobazie che se i fratelli Wachowsky la vedessero si morderebbero le mani, ed infine atterra proprio davanti alla giuria, con una gamba piegata sotto di sé e l'altra allungata di lato. Sguaina la spada, si alza, è in piedi, pronta a decapitare all'istante, senza pietà, il primo sventurato che dovesse azzardarsi a ridere di lei. E' Ombra, e il suo sguardo inquieto controlla l'intera sala.
Non ride nessuno. Che fregatura.
Il giudice ostenta un'espressione annoiata al massimo grado. - Gray Mouser, il suo teste ha già commesso diverse scorrettezze. In primo luogo, l'insensata rottura della vetrata, il cui costo le verrà interamente addebitato. In secondo luogo, l'aver portato un'arma in un'aula di giustizia, reato per il quale rischierebbe un'incriminazione tutta sua. Le consiglio, per il futuro, di istruire con più accuratezza i suoi testimoni. - I cocci vengono spazzati via dalla donna delle pulizie, una troll con troppi nomi. La spada viene sottratta a Ombra.
Comincia l'interrogatorio.
- Mi risulta che lei sia una persona speciale per l'imputato. Questo è corretto?
- Credo di sì. Dark ha dichiarato più e più volte, molto carinamente, che io sono la sua autrice di fumetti preferita. Sostiene di essere il mio fan numero uno.
- Ciò le fa piacere, suppongo.
- Sono onorata della preferenza che Dark mi concede. A parte questo, nutro nei suoi confronti una grande simpatia e sono contenta di poterlo considerare senz'altro un amico.
Il Mouser sorride. - Ciò mi rallegra. Tornando ora al punto in oggetto in questo processo, e cioè le cosiddette eresie di Dark... lei cosa ne pensa?
- Trovo imbecille che gli si dica di vergognarsi dei suoi gusti, qualunque essi siano. Questo vale per ogni essere umano sulla faccia della terra. E trovo ancor più imbecille che quattro tizi si divertano e trovino la più grande soddisfazione della loro vita nel pensare che le loro parole siano così importanti e abbiano un tale peso da far venire le crisi a qualcuno.
A sua volta con una goccia di sudorino manga sul viso, il Mouser lancia un'occhiata al giudice, il cui viso è una maschera di roccia. - Ehm... Espresso un po' troppo polemicamente, ma in maniera efficace. Devo dedurre dalla sua risposta che lei ritiene inesistenti i reati di cui è accusato?
- Praticamente, sì. Dire la propria opinione non è reato, anche se è un'opinione discutibile e insolita.
- Molto bene. Credo che sia sufficiente. Ho finito.
Il Mouser si allontana dalla teste. Si avvicina InvernoMuto.
- Lei ha tratteggiato poco fa il suo rapporto con Dark in maniera molto piacevole. Stima, rispetto, amicizia... tutte cose altamente positive. Io però le chiedo: non le è mai capitato di trovare irritanti certe sue prese di posizione? Non ha mai pensato che dovesse essere giustiziato al più presto possibile?
- Irritata per qualche ragione può darsi, magari in seguito a qualche stroncatura da lui affibbiata a fumetti che amo molto. Non ricordo, ma può essere. Ma certamente non ho mai pensato che dovesse essere "giustiziato", qualunque cosa abbia detto.
- E se io dicessi la frase "tapiro con la gobba", lei cosa penserebbe? - Il respiro di Ombra le si mozza, e lei guarda il demoniaco avvocato inorridita. - Le ricordo, - la incalza lui, - che lei ha giurato su una prova di stampa del primo numero di Rigel.
- "Tapiro con la gobba" - mormora lei. - è da un vecchio thread, in cui lui, più o meno implicitamente, aveva fatto una specie di classifica delle ragazze che gli piacciono. Non era stato molto generoso...
- Davvero? Questo è molto interessante. E lei cosa ha pensato quando ha letto questa classifica?
- Ho pensato che Dark non era stato molto carino...
- E... ?
- ...e che avrebbe meritato due paroline la volta successiva che l'avessi visto.
- Due paroline? E' certa di essere stata così accomodante? Non è che ha desiderato qualcosa di più crudele? Non ha desiderato punirlo per una simile stupidaggine? Non ha pensato di decapitarlo, di prenderlo sotto la macchina, di farlo soffrire orrendamente per questo?
Ombra alza lo sguardo sull'accusatore, con sguardo bruciante: - Sì! Sì! Volevo SEPPELLIRLO VIVO, nella fossa più profonda che sia mai stata scavata! Non doveva passarla liscia!
- Molto bene. Può bastare così. La ringrazio.
Il Mouser nasconde la faccia sul piano del banco. Gli hanno demolito il primo testimone. Però, chissà, forse la testimonianza in sé è risultata positiva, nel suo complesso.

- Chiamo a testimoniare... Angelica Goldfield!
La deposizione di Angelica: - Ormai è risaputo (anche se nessuno lo dice, ma bisogna essere ciechi per non accorgersene) che esiste una cerchia di IAF formata da "Intoccabili", che si permettono il vezzo di imporre il loro punto di vista con un'arroganza quasi unica. Chi si accoda alle opinioni degli intoccabili ha vita facile, chi invece cerca di imporre un punto di vista differente incontra mille difficoltà.
"Quello con Dark è iniziato con quello che sembrava uno scherzo. 'Eretico', 'folle', 'brucerai all'inferno', 'adesso vengo là e ti faccio un sottotesto così...' e anche lui stava allo scherzo, perché è una persona di spirito. E si divertiva, pure. Ma non sapeva, il poveretto, che questa intollerante, stronzissima Inquisizione stava preparando questo ridicolo processo farsa, con un "giudice" che definire imparziale fa semplicemente ridere - (Moreno aggrotta la fronte) - un odioso accusatore che ha tutto il cammino spianato - (InvernoMuto è impassibile e imperscrutabile, ma il suo apprendista emette un'esclamazione strozzata) - e un patetico difensore che non vale un soldo bucato che sia uno. - (il Mouser sussulta e si guarda intorno facendosi piccolo piccolo) - E ora Dark sta rischiando la vita per questo cosiddetto reato di 'eresia'.
"Ma io mi chiedo: parlando per esempio di V for Vendetta, cosa c'è di male se uno dice 'mah, secondo me la parte esoterica ha allungato un po' il brodo, ma Moore ha creato una bellissima e molto avvincente trama poliziescà. E' un'opinione, no? E le opinioni sono legittime, da che mi risulta. Sono sicura che ce n'é molta altra, di gente che di critiche da muovere ai fumetti di Moore ne ha a tonnellate... però non parlano. Paura? Non lo so. Ma se Dark è un eretico perché ha le sue idee, allora state sicuri che gli eretici qui sono almeno cento... più cento... più cento!"
- Non ho altre domande, Vostro Onore. - fa il Mouser soddisfatto.
E quasi gli vengono le lacrime agli occhi quando InvernoMuto gli fa eco. - Anch'io non ho nessuna domanda. - Una testimonianza a favore della difesa andata liscia fino in fondo. Incredibile.

Passano altri testimoni chiamati dalla difesa. Giuseppe Gigante, Maurizio Villotta, Sten, Confessor, Hellblazer, Giovanni Agozzino, RRobe, Biox, Agaler Layenel... Per la verità, ben pochi tra i nominati hanno un atteggiamento favorevole nei confronti dell'imputato, e anzi molti sono accusatori altrettanto feroci di quelli chiamati dall'accusa. Ciò viene abilmente messo in luce nei controinterrogatori orchestrati da InvernoMuto. Ma il Gray Mouser sembra quasi disinteressarsi di ciò, e fa ben poche domande incentrate sul suo assistito. Invece, interroga i suoi testi principalmente su Sandman e su altri vari argomenti fumettistici.
A parte queste stranezze, tutto sembra procedere bene... fino al fatale momento in cui testimonia sCaReBoB. - A mio parere, - dice il teste con calma, - Sandman faceva parte del DCU solo inizialmente, nei primi episodi. Più avanti, però, ne è uscito del tutto.
E' la goccia che fa traboccare il vaso. L'avvocato InvernoMuto si alza di scatto. - Ora basta! Signor giudice, abbiamo pazientato abbastanza. Chiedo rispettosamente che il mio avversario Gray Mouser spieghi una volta per tutte il senso di queste domande del tutto incongrue col procedimento in corso e prive del minimo interesse.
"Voglio inoltre far notare che il parere reso dal teste sCaReBoB è assurdo. Un personaggio o si situa all'interno di un dato universo narrativo, o si situa all'esterno. Non può entrare e uscire così, disinvoltamente, come niente fosse".
A questo punto si leva una voce dalla giuria. Si tratta del giurato Mailmaster C: - Ma infatti! Sandman, semplicemente, non fa parte del DC Universe. Come potrebbe un personaggio così estraneo al mondo dei supereroi far parte di un universo supereroistico?
Hellblazer, dal pubblico, si intromette: - Eeehhhh? Invece fa parte eccome dell'universo DC. E poi, come sarebbe a dire, "non è un supereroe"? Sì che lo è, secondo la mia definizione.
Neural: - Ma scherziamo? Non è affatto un supereroe!
E si scatena il finimondo, con mezza aula che pretende di dire la sua. - Ma sì che fa parte del DCU! - No! Ha solo iniziato lì, per motivi commerciali! - Io dico che va avanti e indietro. - Sì, come no, e fa anche capatine nell'universo Marvel! - DCU o morte! - Non DCU o morte! - A me codesta sembra una questione da bampa... - Codesta? - Bampa sarai tu e con te tua sorella! - Tu morirai...ORA. - Togli "vondescovacis" dal mio e-mail! - Someday, I will be the most powerful IAFer ever. - Ho bisogno di una sigaretta. - E il sottotesto? Dove lo mettiamo il sottotesto?
- Silenzio! - grida il giudice Roncucci, inascoltato in mezzo alla confusione. - Silenzio! - Batte forte il martelletto, più e più volte... ma invano. Allora si leva una scarpa e usa quella per battere con violenza sul tavolo. - HO DETTO SIILENZIO! - Solo a questo punto la tremenda cacofonia cala di tono... e infine si spegne. Torna una tale quiete che la sensazione che si ha è quella di essere diventati improvvisamente sordi. Poi, il giudice, paonazzo in viso, spettinato, con sguardo acceso, spinta aggressivamente la mascella in avanti, sentenzia, con esasperata lentezza, scandendo ogni singola parola: - Il Sandman di Gaiman fa parte, e ha sempre fatto parte, del DC Universe. E basta. Altrimenti faccio sgombrare l'aula.
Alcuni mormorii seguono l'intervento del giudice. - Eh, beh, cosa dicevo io? - Ehi, anch'io, eh? - Nessuna differenza, solo sfumature. - Ma certo! Sandman fa parte... - L'ho sempre detto. - Io non l'ho detto, ma lo pensavo. - Io non lo pensavo, ma lo dicevo. - Io non ho capito. Chi è questo Sandman? Uno IAFer? - Forse quello con l'amica tettona. - Tu morirai...più tardi. - Why do I think yoùre going to be the death of me? - Ho bisogno di una sigaretta...
Lentamente, torna la pace.

Il Gray Mouser chiede: - Signor giudice, chiedo che tutti questi ultimi accadimenti, l'accendersi della discussione tra i presenti e il suo degenerare, compreso il suo intervento finale, vengano menzionati nel verbale.
InvernoMuto si alza accigliato. - Mi oppongo! Signor giudice, non vedo la rilevanza dell'episodio nel caso in discussione. Chiedo che la domanda del Mouser non venga accolta.
Il giudice annuisce: - Il Mouser spieghi il suo intento.
- E' semplice, Vostro Onore. La mia intenzione è di dimostrare che nel ng esiste una grande varietà di opinioni discordanti, e che non sono infrequenti discussioni accese come quella cui abbiamo appena assistito, i cui partecipanti si trovano a sostenere una miriade di posizioni diverse le une dalle altre... a volte anche diametralmente opposte. Era questo il mio scopo nel corso dei miei interrogatori. Memore di un vecchio e storico thread, particolarmente contrastato, su Sandman, di un paio di anni fa, ho cercato di "rinverdirne" i fasti. Riuscendoci, direi. E' in casi come questi, infatti - ho pensato - che ci si rende conto di come l'illusione che esistano posizioni universalmente condivise sia appunto un'illusione, e che tutti possono essere, in un certo senso, ritenuti eretici da qualcun altro. Tutti, nessuno escluso.
"E se tutti sono eretici, è come se non lo fosse nessuno. Per cui, i casi sono due: o si processano uno dopo l'altro, tutti i postatori del ng... oppure non se ne processa nessuno".

Il giudice Roncucci ride divertito: - Oh, oh, oh, complimenti, avvocato! Mi aspettavo qualcosa del genere. Lei ha appena tirato fuori la stessa linea di difesa di un noto e ormai defunto ex presidente del consiglio italiano, socialista, che diceva: "Sì, io ho preso tangenti, ho commesso i reati di cui sono accusato... però lo facevano tutti!" Una difesa, ne converrà, piuttosto squallida, non trova? Anche infantile: "non sono stato io a cominciare". E poi, non è che a Craxi abbia portato una gran fortuna.
- Ma no, signor giudice, è diverso...
- Diverso? - sorride il giudice, sornione, come un gatto che si appresta a divorare il topo. - Ne è sicuro? Sicuro sicuro?
Il Mouser non si lascia intimidire. - Direi proprio di sì, signor giudice. Mi lasci spiegare. I reati di cui era accusato il leader politico da lei nominato erano esplicitamente previsti dalla legge e configurati come tali...
- Vorrebbe dire che invece su Usenet non ci sono regole esplicite e che quindi i comportamenti dei postatori sono liberi? E le FAQ? E la netiquette? E le regole tacite ma solide e perfettamente condivise?
- Lei salta alle conclusioni, signor giudice. Non ho finito. Non volevo affatto dire questo. E' pacifico che anche su Usenet esistono delle regole... ma la mia tesi è che Dark non ne viola nessuna. Anzi, se si comportasse come si sta cercando di imporgli le violerebbe.
Moreno Roncucci fa tanto d'occhi senza riuscire a profferire parola..
- Vede, signor giudice, una delle regole più note di Usenet dice che il postatore che è d'accordo con quanto detto da altri deve astenersi dall'intervenire. Una regola che potremmo chiamare quella dell' 'evitate i pda'. In breve, si incoraggiano i postatori a partecipare solo se hanno idee diverse da altri. E questo è esattamente quanto Dark ha sempre fatto, e quanto fanno da sempre tutti sui ng. Anzi, oserei dire che, se questo fosse uno sport, l'imputato ne sarebbe il campione. - (- Poco ma sicuro, - grugnisce il giudice). - Egli è, in un certo senso, la massima incarnazione di questo spirito 'polemico' dei newsgroup, ed il suo comportamento è quindi l'esatto contrario di un reato.
"In questo processo, invece, si vorrebbe imporre l'obbligo di dire sempre 'pda', e di uniformare le proprie opinioni a quelle dominanti. Come ho cercato di dimostrare, si tratta di un assurdo... perché è contrario alle regole dei newsgroup. Ci ritroviamo così, a mio parere, in una situazione paradossale: un tribunale cerca di imporre a un postatore virtuoso e dal punto di vista normativo perfettamente nel giusto (ehm, ehm, questa è retorica, spero che si capisca) comportamenti che invece, quelli sì, sono contrari alla netiquette.
"Questa è la mia linea di difesa, signor giudice, non quella, in effetti inefficace, che lei aveva immaginato".
Moreno guarda il Mouser con l'espressione che avrebbe avuto voltando un sasso e trovandoci uno scorpione invece di innocue formichine. - Oh. Vedo il punto, avvocato...
Il Mouser incalza: - Signor giudice, in aggiunta alla mia richiesta precedente, chiedo che il presente scambio di vedute tra me e lei venga anch'esso messo a verbale, in quanto rilevante ai fini del dibattimento.
Il giudice annuisce, lentamente.
- Sì. E' giusto. Entrambe le richieste sono accolte.
Musica in crescendo. Dissolvenza.



Poco dopo, dato che è quasi ora di cena, il giudice annuncia che l'udienza è sospesa. Riprenderà prossimamente (quando la terza parte del racconto sarà finita). Tutti escono lentamente dall'aula. Tra gli altri, Figliodombra è uno dei primi ad uscire. La confusione è tanta, la fame anche, e tutti si precipitano a casa a mangiare qualcosa. Le congetture sul cosa accadrà adesso dominano le conversazioni. L'aula si svuota.

Figliodombra (o uno che gli assomiglia tanto da sembrare un suo sosia) è uno degli ultimi ad uscire.

[fine seconda parte - continua]



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