Doctor Who (I parte) Data: 08/08/07
Introduzione Come prima cosa, amici, mettetevi comodi, perché questo potrebbe essere solo l'inizio di un lungo, luuuuuungo viaggio. Quello che dà il titolo a questo articolo è infatti un argomento vastissimo e sterminato, ed è possibile che finiremo con il dilungarci alquanto.
Come avrete già immaginato occhieggiando appunto astutamente il titolo, ciò di cui parleremo è nientepopodimenoché Doctor Who... la più longeva serie televisiva di fantascienza di tutti i tempi, un fenomeno mondiale la cui importanza e la cui notorietà nel mondo anglosassone possono essere tranquillamente paragonate a quelle di Star Trek. Trasmessa dalla rete britannica BBC ininterrottamente per ben 26 stagioni dal 1963 al 1989, e in seguito caduta nel limbo per un periodo di oltre quindici anni, la serie è riapparsa solo di recente, nel 2005, in una nuova e più moderna incarnazione dal lusinghiero successo. Un successo che a tutt'oggi, a tre anni dal debutto, non accenna a diminuire: ne è testimonianza il fatto che alla serie sono stati affiancati non un solo spin-off ma ben due: Torchwood (i cui primi esiti sembrano anch'essi piuttosto incoraggianti) e l'imminente The Sarah Jane Adventures.
Se bazzicate i maggiori siti internet dedicati alla fantascienza, oppure se siete abbonati alle reti satellitari, forse conoscete già il personaggio. Diversamente, non stupitevi se vi accorgete che alle vostre orecchie non è mai giunto nulla a proposito di un'icona televisiva così importante. Qui in Italia infatti il personaggio è rimasto per decenni - e in una certa misura lo è tuttora - pressoché ignoto al grande pubblico: per trovare il suo unico passaggio televisivo italiano sulle reti generaliste bisogna risalire fino al 1980 e cercare nella programmazione di Raidue. Prima e dopo quel momento, niente è mai stato ammannito allo sfortunato spettatore italiano... a parte una brutta trasposizione cinematografica in cui il Dottore era interpretato goffamente da Peter Cushing. Vale la pena comunque notare che i pochi episodi trasmessi in televisione all'epoca (episodi anni '70, scelti tra quelli in cui il personaggio era impersonato dal celeberrimo Tom Baker) sono rimasti indelebilmente impressi nella memoria di chi li vide... segno forse che una proposta un po' più sistematica avrebbe potuto avere maggior fortuna.
Il programma.
Ma cominciamo dall'inizio. Torniamo indietro nel tempo (ah ah ah) fino al 1963.
Tutto cominciò quando la rete televisiva BBC, trovandosi nella necessità di riempire un vuoto nella sua programmazione del sabato sera (e precisamente tra un programma sportivo e uno musicale), prese a pensare alla possibilità di realizzare un telefilm di fantascienza per ragazzi. Lo show sarebbe stato incentrato sui viaggi nel tempo, e avrebbe mescolato l'intrattenimento puro con intenti "didattici". Dopo una gestazione lunga e incerta, che vide diversi contributi proposti da Sydney Newman, C. E. Webber, Donald Wilson e altri ancora passare attraverso una serie di arricchimenti e di modifiche, il progetto raggiunse infine il suo aspetto "definitivo" e ottenne il via libera nell'estate di quell'anno. La prima apparizione del telefilm sugli schermi britannici avvenne così la sera del 23 novembre 1963. La storia narrata era quella di due giovani insegnanti londinesi, Ian Chesterton e Barbara Wright, che, indagando sullo strano comportamento della loro allieva Susan, finivano con l'imbattersi nell'altrettanto strano ed enigmatico nonno della ragazza (il Dottore, interpretato da William Hartnell) ...e nella sua incredibile macchina del tempo! Dopodiché, sradicati dalla loro epoca, venivano coinvolti loro malgrado in una rocambolesca avventura ambientata nella preistoria.
A dir la verità, gli ascolti di questa prima puntata non furono particolarmente elevati, anche perché, comprensibilmente, l'interesse del pubblico era catturato da ben altro: il giorno prima, a Dallas, era stato ucciso il presidente americano Kennedy, e in quelle ore concitate ben pochi spettatori ebbero voglia di perdere tempo a scapito dei notiziari per interessarsi invece a un bizzarro telefilm. L'episodio di DW venne comunque poi replicato la settimana dopo, registrando questa volta una audience che, sebbene non eccezionale, era senz'altro molto più rispettabile. In accordo, comunque, con le realistiche previsioni della BBC.
Terminate le quattro puntate in cui era suddivisa la prima avventura, nelle settimane successive si passò alla seconda, che portava sulla scena i malvagi Dalek. Ed è a partire da questo serial che il rating del programma schizzerà prepotentemente verso l'alto. Il nostro eroe e i suoi compagni di viaggio si trovavano stavolta proiettati sul pianeta Skaro, in un'epoca imprecisata, nel bel mezzo di una plurisecolare guerra tra i popoli del luogo, i Thal dall'aspetto umano e, appunto, i Dalek dal gelido aspetto meccanico. Nel corso delle sei puntate che componevano la vicenda gli ascolti fecero un'improvvisa impennata, prendendo del tutto alla sprovvista gli stessi dirigenti della rete televisiva. Gran parte del merito era dovuto, oltre che all'interpretazione degli attori e alle idee vincenti del programma, proprio agli antagonisti del Dottore: imprevedibilmente, questi mostruosi esseri spietati e nazistoidi (ne parleremo più diffusamente più avanti) erano riusciti a colpire a fondo l'immaginazione degli spettatori. Lo testimoniarono le montagne di lettere, inviate da giovani spettatori entusiasti, che invasero presto gli uffici dell’emittente, così come il moltiplicarsi di articoli di giornale dedicati ai Dalek e al serial stesso, che ne aumentarono ulteriormente la popolarità.
Quello che abbiamo descritto non era che l’inizio di una vera e propria Dalek-mania e Who-mania. Negli anni immediatamente successivi, mentre diventava sempre più evidente l'apprezzamento del pubblico per le trame puramente fantascientifiche, e gli originari intenti "didattici" venivano accantonati, Doctor Who crebbe e si trasformò, diventando, da semplice serial di successo, una vera e propria leggenda dell'intrattenimento televisivo, sia in Gran Bretagna che in gran parte d'Europa e nel resto del mondo. Un successo planetario destinato a perpetuarsi per interi decenni. Apparve ogni sorta di merchandising, così come giocattoli, fumetti, riduzioni cinematografiche (delle due prime storie con i Dalek), e novelizations di storie apparse sul piccolo schermo... prime battute, quest'ultime, di una vita editoriale che continua anche oggi, con complessivamente più di cinquecento libri dedicati alle avventure del Dottore. Personaggi dello spettacolo accettarono con entusiasmo, o addirittura chiesero essi stessi, di apparire nella serie in brevi cameo. Innumerevoli parodie, omaggi, ispirazioni più o meno pronunciate e riferimenti di ogni tipo apparvero nel corso degli anni. La serie divenne parte integrante della cultura popolare britannica, nota a tutti e familiare quasi quanto il té delle cinque.
Tra il 1963 e il 1989 ben sette interpreti diversi si succedettero nella parte del protagonista, ognuno presentando la sua versione del personaggio e dello show. L'apice della popolarità venne raggiunto negli anni Settanta con l'entrata in scena di Tom Baker, il Quarto, più noto e più duraturo (sette anni di permanenza in carica) tra tutti i Dottori, nonché per molti il "vero" Doctor Who. Durante il suo periodo, una sorta di "età d'oro" del programma, si videro tra le altre cose l'entrata nel team creativo di un giovane scrittore destinato a una grande popolarità futura, Douglas Adams, e alcune delle più interessanti storie nella mitologia del Dottore. Senza contare compagni di viaggio tra i più popolari di sempre: Sarah Jane Smith (proveniente dal periodo del Terzo Dottore) e il cane-robot K-9 (la cui voce era quella di John Leeson dei Monty Python).
Con l'abbandono di Baker, nel 1981, ebbe inizio il lento declino. Nessuno dei tre successori che presero il posto dell'attore ebbe la capacità o la possibilità di competere con lui. Questo fatto, unito a una serie di decisioni discutibili (per non dire disastrose) prese dalla produzione, e a goffi tentativi di rimodernare il personaggio, portò alla lenta erosione del pubblico. Tra il 1985 e il 1986 la serie subì una lunga sospensione: un evento mai accaduto prima, che causò grande agitazione tra i fan. Nel 1989, infine, dopo un insperato ma effimero miglioramento durante il ciclo dedicato al Settimo Dottore, Sylvester McCoy, la BBC si arrese, e lo show venne tristemente sospeso.
Curiosità interessante: venne sospeso, non cancellato. Per anni l'emittente televisiva sostenne che l’interruzione era momentanea e che prima o poi DW avrebbe ripreso ad essere prodotto. Ma gli anni passavano e nulla accadeva. Nel 1993 venne realizzato Dimensions in Time, un breve (non esaltante) special per festeggiare i trent’anni del personaggio. Nel 1996 apparve un film per la TV che presentava l’Ottavo Dottore, Paul McGann, e che si sperava potesse fungere da apripista per un ritorno duraturo sul piccolo schermo, ma fu un deludentissimo flop, e la cosa non ebbe seguito. Dopodiché, silenzio. Unica eccezione rilevante, una deliziosa parodia trasmessa nel 1999, The Curse of the Fatal Death. In quanto parodia ovviamente fuori continuity, ma vale assolutamente la pena di nominarla: in essa il Dottore è squisitamente interpretato da Rowan Atkinson, il ben noto Mister Bean. Dopodichè, bisognerà attendere fino al 2005, e all’azione di Russel T. Davies, per vedere finalmente la ripresa delle danze. Quell’anno la serie ha fatto il suo trionfale ritorno, presentando il Nono Dottore, lo straordinario Christopher Eccleston, e in seguito il Decimo Dottore, David Tennant.
Ma qual è il segreto di un successo così duraturo? Dirlo non è così facile come si può pensare. Riesaminare oggi a questo scopo i vecchi episodi di Doctor Who, è infatti un'esperienza che non esitiamo a definire in molti casi non poco deludente. Una quantità di aspetti che potevano forse essere accettabili per un pubblico degli anni ’60 risultano ormai quasi imperdonabili per un pubblico odierno. In particolare, gli effetti speciali decisamente casalinghi, realizzati tra l'altro in anni in cui in altri lidi si stavano ottenendo risultati ben più dignitosi (il riferimento più, ovvio è chiaramente Star Trek, ma potremmo citare per esempio anche il tedesco Le avventure dell'astronave Orion). E, oltre a questo, c'era purtroppo spesso da scontare anche una rozzezza non da poco. Deus ex machina improvvisati, incongruenze, illogicità, contraddizioni, scientificità non proprio ineccepibile, interpretazioni raffazzonate erano la norma in quegli anni lontani.
Tuttavia, c'era un fattore, molto potente, in grado di riscattare tutte queste imperfezioni. E questo fattore era semplicemente lui. Il protagonista, l'eroe, il fulcro di tutte le storie. Il Dottore.
The Doctor
Il Dottore, con il suo fascino e il suo mistero. E' lui quello che ha attratto tanti milioni di spettatori per così tanto tempo. Perchè chi è in effetti il Dottore? Quali sono le sue origini, i suoi scopi, le sue caratteristiche? Bene, cominciamo con il dire che non solo gli spettatori del 1963 avevano ben pochi indizi per dare risposte a questi interrogativi... ma che anche gli spettatori del 2007 si trovano in una situazione tutto sommato non molto diversa. A tutt'oggi infatti la figura di The Doctor (il nome "Who" appare solo nel titolo del telefilm, e in originale mai ci si rivolge al personaggio con quell'appellativo) e tutto ciò che riguarda il suo mondo e il suo passato restano in gran parte ammantati di mistero. Neanche il suo vero nome, ammesso che ne abbia uno, è mai stato rivelato.
Naturalmente, tutto questo è frutto di una scelta deliberata. Anche se l'alone di mistero non era stato pianificato in anticipo, sviluppandosi invece in qualche modo spontaneamente fin dagli inizi, la BBC non ci aveva mise molto a rendersi conto che proprio questa indefinitezza era un fattore chiave per garantire la fortuna della serie. Anzi, forse il fattore chiave. Ogni spettatore sentiva di conoscere solo una piccola parte - per così dire, solo la punta dell'iceberg - della vera natura del Dottore, ed era questo enigma ad affascinarlo e ad attrarlo così fortemente. Questa situazione doveva essere assolutamente preservata, e mai, mai, mai sprecata fornendo allo spettatore rivelazioni complete. Una esigenza che anche il team creativo odierno conosce molto bene: l'assurda proposta, che pure è stata avanzata da qualcuno, di realizzare una serie spin-off dedicata alla giovinezza del Dottore, in cui mostrare in che modo il personaggio è diventato colui che conosciamo, è stata bocciata senza appello, proprio perchè costituiva un folle infrangimento di questa regola capitale.
Quindi, cosa sappiamo di lui? Ci è noto soltanto, così come era noto anche agli spettatori del 1963, che si tratta di un eccentrico e singolare viaggiatore del tempo, e che ha dedicato la sua esistenza a girovagare senza fine nell'immensità dello spaziotempo, interessandosi in particolare proprio agli esseri umani e al loro mondo. Sappiamo inoltre che, benché il suo aspetto sia del tutto simile a quello di un umano, è un alieno proveniente dal lontano pianeta Gallifrey, e fa parte di un popolo, quello dei Time Lord, i Signori del Tempo, che padroneggia tutti i segreti dello spazio e del tempo, e per il quale i viaggi più incredibili da un estremo all'altro dell'Universo sono ordinaria amministrazione. Una tra le specie più potenti mai esistite. Anche se forse di essi dovremmo parlare ormai al passato: sembra infatti che, nel corso di un'apocalittica guerra temporale contro i Dalek, guerra definitiva mai mostrata agli spettatori ma nominata varie volte nel corso della nuova serie, essi siano stati cancellati dall'Universo insieme ai loro nemici...
Oggi il Dottore non è quindi solo un Time Lord, ma bensì l'ultimo dei Time Lord.
Da sempre esule dal suo mondo, non si sa bene quanto per sua scelta e quanto per imposizione dei suoi simili (i quali, pur condannando la sua tendenza a intervenire nelle vicende del mondo esterno, in contrasto con la loro politica ufficiale, mostravano a volte tolleranza nei suoi confronti... arrivando addirittura, in un'occasione, a eleggerlo contraddittoriamente Presidente dell'Alto Consiglio!), il nostro eroe sfrutta la sua notevole intelligenza e il suo sconfinato sapere intergalattico per risolvere enigmi di ogni tipo e combattere il male ovunque lo trovi. Imprevedibile e a volte buffonesco nel comportamento e nell'aspetto, si può mostrare infantilmente giocoso in certi momenti e freddo e serissimo in altri. Ha grande saggezza e umorismo. Profondamente pacifista, non approva l'uso della violenza: l'"arma" che impugna più di frequente non è un'arma bensì uno strumento incredibilmente versatile, l'innocuo ma utilissimo cacciavite sonico.
Come tutti i suoi simili, il Dottore è molto longevo (ha già diversi secoli di vita sulle spalle), e possiede singolari talenti e abilità, nonché caratteristiche biologiche altrettanto peculiari. Per esempio, ha due cuori, possiede limitate capacità telepatiche, può resistere agli “effetti temporali”, può sopravvivere per breve tempo nel vuoto dello spazio... e molto altro ancora. Apparentemente non c'è fine alla sua capacità di tirare fuori, come conigli dal cappello, nuove abilità, conoscenze, esperienze fino a poco prima insospettabili e che invece di spiegare maggiormente la sua natura ce lo rendono sempre più inafferrabile, elusivo e affascinante.
In particolare, l'alone di mistero e di inconoscibilità che circonda il personaggio è incalcolabilmente accresciuto dalla più celebre delle sue prerogative: la capacità di rigenerarsi, propria di lui e di altri Time Lord. Brillantissima e coraggiosa trovata dei creatori della serie, consiste nella facoltà di rinnovare le proprie energie vitali una volta che il corpo incontra un momento di crisi. Dopo un trauma particolarmente grave, una ferita letale, nell'imminenza della morte insomma, il corpo del Dottore non si arrende... ma si rigenera, e il personaggio assume non solo una nuova forma ma anche, in parte, una nuova personalità. Si trasforma letteralmente in una nuova persona. Ovviamente questo potere ha dei limiti: i Time Lord possono ricorrervi non più di dodici volte nel corso della loro vita. Inoltre, perchè vada a buon fine, è necessario che la rigenerazione avvenga nelle vicinanze di un TARDIS.
Ciò non toglie, comunque, che resti un potere notevolissimo, e che conferisca ai fortunati gallifreyani più vite di quante non ne abbiano a disposizione i gatti.
La prima messa in pratica dell'idea risale al 1966, alla fine cioè del periodo del Primo Dottore. L'interprete, William Hartnell, aveva avuto un grande successo nel dipingere il personaggio come un uomo anziano che vestiva abiti ottocenteschi, e la cui iniziale personalità ruvida, simile a quella di uno Zio Paperone prima maniera, si era poi ammorbidita diventando più amabile. Senonché, la salute dell'attore, uomo non più giovane, era peggiorata sensibilmente con il passare dei mesi, e alla fine del 1965 era ormai diventato chiaro che non avrebbe potuto proseguire a interpretare la parte. Si era così reso necessario un cambio nel ruolo guida dello show.
Comprensibilmente, la cosa destava non poche preoccupazioni alla BBC. In particolare, si paventava una reazione di rigetto da parte del pubblico, e un tracollo di quello che all'epoca era il prodotto di punta dell'emittente. Come agire, quindi? Cosa fare? Fu appunto qui che venne elaborata la coraggiosa idea. Laddove altri avrebbero cercato come rimpiazzo un attore il più possibile somigliante a Hartnell, e magari avrebbero effettuato il "passaggio di consegne" senza spiegazioni esplicite, i fantasiosi autori della serie elaborarono invece l'idea della rigenerazione. Venne scritturato un attore conosciuto, il bravo Patrick Troughton, che lo stesso Hartnell aveva indicato come migliore candidato per la successione, e ci si preparò al cambio di ruolo. Il grande passo avvenne al termine di un'avventura contro i mostruosi Cybermen, avventura nel corso della quale il Dottore si era mostrato sempre più provato e debole. Sconfitti i nemici, era un Time Lord ormai allo stremo delle forze quello che tornava sul TARDIS... per poi crollare privo di sensi sul pavimento. Dopodichè, davanti a un attonito pubblico, aveva inizio l'incredibile fenomeno, mostrato attraverso una sequenza simile a quella della trasformazione Jeckyll/Hyde nel celebre film con Spencer Tracy. Il volto di Hartnell scompariva, per essere rimpiazzato da quello di Troughton.
Nelle settimane seguenti, il pubblico e i compagni di viaggio del Dottore (e, in una certa misura, perfino il Dottore stesso) dovettero cercare di abituarsi a questo sorprendente cambiamento. Il personaggio tratteggiato da Troughton era ben diverso da quello di chi l'aveva predeceduto. Era clownesco, stralunato, bizzarro, con tic e comportamenti che mai avevano caratterizzato il personaggio di Hartnell... ma nei momenti difficili riemergevano ancora, intatte, la vecchia intelligenza, l'abilità e il carisma che gli spettatori conoscevano tanto bene. La BBC seguì i dati di ascolto trattenendo il fiato. Finchè, nel giro di poche settimane, non fu evidente che l'operazione aveva avuto pieno successo: il pubblico non aveva affatto voltato le spalle al telefilm, che anzi sembrava non essere mai andato così bene. La crisi era stata superata.
Inutile sottolineare quanto l'idea in questione sia estremamente felice, e perfettamente funzionale all'infittimento di quell'alone di segretezza che, come già abbiamo detto, da sempre circonda il personaggio. Ad ogni rigenerazione, lo spettatore risprofonda nella consapevolezza di quanto poco egli sappia, e di quanto insospettabilmente grandi siano le dimensioni della parte sommersa dell'iceberg. E le sue domande si moltiplicano. Una trovata insomma senza precedenti, quella della rigenerazione, e talmente caratterizzante la serie da non poter essere più utilizzata in altri ambiti. L'unico altro caso simile cui ci venga dato di pensare sembra essere il concetto base dei Trill delle serie di Star Trek: TNG e Deep Space Nine. Sebbene si tratti di una invenzione narrativa diversissima sotto molti aspetti, la natura dei Trill è tale che lo stesso individuo può passare attraverso molte incarnazioni differenti, in maniera non dissimile da quel che avviene con i Time Lord. E, sempre per rimanere sul terreno delle analogie, l'idea dei Trill è del tutto funzionale alle esigenze di cambi di cast: è proprio così, infatti, che durante DS9 assistiamo a un cambio di consegne, quello tra Jadzia Dax ed Ezri Dax, che non ha niente da invidiare a ciò che avviene al Dottore.
Troughton tenne lo scettro per tre anni. Quando anch'egli a sua volta scelse di lasciare, fu il turno del Terzo Dottore, Jon Pertwee, e una nuova rigenerazione venne messa in scena. Questa volta, nella finzione narrativa, l'evento non era dovuto a cause naturali ma fu causato deliberatamente dalla comunità dei Time Lord, e inflitta al Dottore come punizione per le sue innumerevoli trasgressioni spaziotemporali. Cinque anni dopo, poi, fu il turno di Pertwee di lasciare la serie... E così via. Complessivamente, dagli anni '60 fino a oggi, si sono avuti in totale ben nove cambi, e in ogni occasione l'idea della rigenerazione, che nel 1966 era ancora soltanto abbozzata, si arricchiva di nuovi dettagli e di precisazioni.
Di seguito, ecco l'elenco dei dieci attori che si sono succeduti nel corso degli anni:
- William Hartnell, il Primo Dottore (1963-1966);
- Patrick Troughton, il Secondo Dottore (1966-1969);
- Jon Pertwee, il Terzo Dottore (1970-1974);
- Tom Baker, il Quarto Dottore (1974-1981);
- Peter Davison il Quinto Dottore (1981-1984);
- Colin Baker, il Sesto Dottore (1984-1986);
- Sylvester McCoy, il Settimo Dottore (1986-1989);
- Paul McGann, l'Ottavo Dottore (1996);
- Christopher Eccleston, il Nono Dottore (2005);
- David Tennant, il Decimo Dottore (2005- ).
Il limite dei dodici cambi - che all'epoca della sua introduzione doveva essere sembrato un traguardo del tutto impensabile - si è avvicinato a grandi passi. Ci si può chiedere come si comporteranno mai gli autori se con l'andare del tempo dovesse rendersi necessario un suo superamento...
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