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Sezione: Articoli

Doctor Who (II parte)
Data: 15/10/07

Dopo la prima parte, pubblicata di recente, di questo articolone panoramico dedicato a Doctor Who, rieccoci qui per la seconda e conclusiva parte. Questa volta cominceremo parlando dell'incredibile veicolo che il Dottore utilizza nei suoi sfrenati viaggi, il TARDIS. Dedicheremo poi la nostra attenzione ai comprimari del nostro eroe, i suoi compagni di viaggio. E arriveremo infine, dulcis in fundo, ai temibili avversari che incrociano il suo cammino.

Una cabina telefonica
L'enigmatica casa viaggiante del nostro eroe è coerente con la già nominata impostazione "misteriosa" della serie. Il TARDIS (acronimo per Time And Relative Dimensions In Space) straordinaria invenzione, un po' astronave, un po' macchina del tempo, un po' qualcos'altro ancora, esempio dell'avanzatissima, ineguagliata tecnologia dei Time Lord, è forse la più fantasiosa tra le tante creazioni degli ideatori della serie. Un oggetto insolito, di dimensioni molto contenute se visto dall'esterno ...ma che si rivela enormemente grande una volta che ci si trova all'interno.
Il suo aspetto esteriore è piuttosto singolare per una astronave: quello di una vecchia, prosaica cabina telefonica della polizia londinese. Tale apparenza è prodotta dal "circuito di mimetizzazione", un dispositivo che, in circostanze normali, permetterebbe al TARDIS di cambiare automaticamente aspetto per adeguarsi all'epoca in cui si trova, e di passare così inosservato. Per capirci meglio, in virtù di tale dispositivo il TARDIS di volta in volta dovrebbe apparire, per esempio, come una roccia per mimetizzarsi in un panorama desertico, come una colonna romanica trovandosi in epoca imperiale, una carrozza nella Londra vittoriana, e così via. Senonché, sfortuna vuole che sul TARDIS del Dottore il circuito in questione abbia avuto un'avaria mentre si trovava nel 1963 - incidentalmente, proprio quando la serie ha avuto inizio - e che da allora il suo aspetto sia rimasto bloccato in quello che aveva al momento... vale a dire appunto quello di una grossa cabina telefonica blu. Da quel momento in poi e fino a oggi, che ci si trovi ai tempi di Marco Polo, o nella Roma imperiale, o su un'astronave in un remoto futuro, o su qualche pianeta del tutto alieno, ciò che appare all'occhio dell'osservatore è la visione incongrua e bizzarra di questo oggetto antiquato e familiare.
Trovata impagabile, dal sapore sottilmente ironico.
Naturalmente, dal 1963 fino a oggi, il Dottore ha fatto diversi tentativi per riparare quel particolare dispositivo... ma, per una ragione o per l’altra, il risultato finale è sempre stato un fallimento, con conseguente ritorno alla cabina blu. Alla fine, il nostro eroe si è arreso, ammettendo che in fin dei conti dopo tutti questi anni anche lui ha finito con si l'affezionarsi a questo aspetto della sua macchina del tempo. E noi tutti abbiamo applaudito, dato l'attaccamento sviluppato nei confronti di quel vecchio parallelepipedo, simbolo incrollabile della serie, unico ingrediente costante nel corso dei decenni e familiare quanto e più del monolito di 2001 odissea nello spazio.
Gli spostamenti del TARDIS come veicolo spaziotemporale vengono rappresentati sullo schermo in maniera molto semplice: nella sala comandi della nave il Dottore preme pulsanti, abbassa leve, manipola strumenti... ed ecco che all'esterno una fonte luminosa sulla sommità del TARDIS comincia a lampeggiare a intermittenza, un suono simile a un lamento meccanico si fa udire con lo stesso ritmo... e l'astronave si smaterializza lentamente, per rimaterializzarsi un istante dopo, in un altro qualsiasi luogo e tempo dell'universo. E', questo, forse il più spregiudicato ricorso alla sospensione dell'incredulità che si sia mai visto prima in un qualsivoglia reame della fantasia o della realtà. Con un utilizzo quasi inesistente di effetti speciali e con un aggravio minimo sul budget, lo spettatore "vede" compiersi in pochi istanti un viaggio interstellare e/o (lo si saprà solo dopo la riapparizione) temporale. Gene Roddenberry e i suoi collaboratori, pochi anni dopo, per motivi simili, avrebbero messo in campo in Star Trek l'altrettanto creativa e fortunata idea del teletrasporto. Terry Nation e la BBC, invece, fecero ricorso in modo ancora più spregiudicato alla fantasia dello spettatore e alla sua sospensione dell'incredulità. Questo, se vogliamo, può essere considerato un illustre precursore - l'equivalente - di quell'idea.
Abbiamo già accennato a un'altra proprietà particolare del TARDIS: le dimensioni dell'ambiente interno, molto più grandi di quanto non faccia sospettare la modestissima apparenza esterna. Anche questo, com'è ovvio, è frutto della superiore tecnologia aliena gallifreyana, in grado di manipolare lo spazio con la stessa facilità con cui manipola il tempo. L'interno del TARDIS è un complesso enorme, con sale, stanze, corridoi, appartamenti, una serie di locali che soltanto il padrone di casa conosce e che a noi spettatori è concesso intravedere solo in minima parte. L'occasione più memorabile in cui ci viene suggerita l'estensione della nave si ha quando, nella quattordicesima stagione, vediamo il Quarto Dottore capitare, durante una passeggiata per i corridoi della nave con la sua compagna di viaggio Sarah Jane Smith, in una seconda sala comandi della quale si era quasi scordato l'esistenza. E da quel momento in poi (per poco più di un anno, in realtà) adottarla al posto di quella sempre utilizzata in tutte le puntate precedenti. Il messaggio trasmesso in questo modo allo spettatore è evidente: l'astronave è tanto vasta che chi la utilizza può trascurare di visitarne determinate parti per molti anni. Come un enorme castello abitato da una persona sola.
In apertura dicevamo che il TARDIS è coerente con l'impostazione "misteriosa" della serie. Ed è vero, come avrete notato. Infatti, proprio come sappiamo poco del Dottore, così sappiamo poco anche di questa incredibile astronave. Il suo reale aspetto, ammesso che ne abbia uno, ci è sconosciuto. Le sue vere dimensioni (i fan hanno perfino ipotizzato che fossero infinite). Il suo esatto modo di funzionamento. La sua natura. In varie occasioni ci sono stati accenni al fatto che esso possa avere una sua qualche forma di coscienza, che sia vivo... ma la cosa non è mai stata chiarita fino in fondo. Insomma, meglio ancora del migliore dei comprimari, la cabina telefonica del nostro eroe riesce in qualche modo ad affascinare in maniera paragonabile al suo possessore. E a trasportare in reami inimmaginati la nostra fantasia.

Amici...
In un articolo che cerca di dare un'infarinatura su Doctor Who, non si può naturalmente prescindere dal soffermarsi sui vari personaggi che di volta in volta affiancano il nostro eroe nei suoi viaggi nel tempo. Come abbiamo visto infatti, fin dalla primissima puntata il Time Lord condivide ogni sua avventura con una o più persone (solitamente il massimo è tre) accogliendole temporaneamente a bordo del suo TARDIS. L'unica eccezione alla regola, almeno tra le storie televisive, si è avuta in occasione di una storia del 1976, la prima ambientata sul suo pianeta natale, Gallifrey, e intitolata The Deadly Assassin: in questa storia, il Quarto Dottore, Tom Baker, agiva tutto da solo per sventare le macchinazioni di un suo grande avversario, il Time Lord malvagio noto solo come The Master.
A parte questa eccezione, il Dottore ha sempre avuto degli assistenti. Fino a oggi lo spettatore inglese ha assistito a decine e decine (in totale almeno una trentina) di inserimenti di questo genere nel cast della serie. Alcuni viaggiatori capitano sul TARDIS solo per caso, altri vi entrano consapevolmente spinti dallo spirito d'avventura, altri ancora per curiosità, altri infine devono entrarvi per sfuggire a un qualche pericolo. Qualcuno appare anche solo per una puntata, altri invece restano a far parte del cast per anni. Anche gli abbandoni, poi, avvengono per una molteplicità di motivi. C'è chi decide infine di tornare a casa, chi trova invece un nuovo mondo in cui vivere, o un nuovo amore al quale unirsi. E c'è anche, purtroppo, chi perde la vita nel corso di un'avventura.
Inizialmente, la presenza di questi personaggi comprimari aveva lo scopo di fornire agli spettatori qualcuno in cui identificarsi, un punto di vista familiare. Per certi versi, in effetti, personaggi come Ian Chesterton e Barbara Wright erano all'epoca i veri protagonisti delle storie. In particolare Ian rivestiva il ruolo del giovane aitante ed eroico, mentre il Dottore era ancora un personaggio ambiguo, quasi un antieroe. La nipotina Susan invece, un personaggio che con il tempo si sarebbe rivelato particolarmente poco amato dal pubblico, avrebbe dovuto attrarre gli spettatori più giovani. In seguito, con l'evoluzione della serie, del protagonista, e con i successivi cambi di cast, il team diventerà per qualche tempo composto da un terzetto: Doctor più giovanotto eroico più ragazza. Ed evolverà infine nella sua formula maggiormente stabile: dopo che diversi ringiovanimenti successivi hanno reso il Dottore adatto a ricoprire la funzione per conto suo, viene abolito il ruolo del comprimario giovane e eroico, e resterà soltanto, come presenza quasi costante, quella di una singola compagna di viaggio. Solitamente, si tratterà di una ragazza giovane e carina (e questa, possiamo dire sogghignando malignamente, è, forse la meno misteriosa delle caratteristiche del Dottore)... con la quale però non vi saranno mai, nemmeno in forma velata o suggerita, relazioni romantiche di nessun tipo. Un tabù vecchio stile, quest'ultimo, che solo con il film del 1996 e con la serie più recente sembra incrinarsi lievemente... senza però essersi (ancora?) infranto.
E' controverso tra i fan l'esatto criterio che stabilisca chi è da considerare compagno di viaggio e chi no. E' sufficiente salire una volta sul TARDIS per essere tale? O bisogna effettuare almeno un viaggio? Ed è sufficiente farlo nello spazio o bisogna spostarsi nel tempo? E' sufficiente vivere una sola avventura oppure no? E così via. Di conseguenza non possiamo indicare una cifra esatta per dire quanti personaggi abbiano ricoperto questo ruolo nel corso degli anni. Tutti sono comunque abbastanza concordi nel dire che si tratta di almeno trenta individui. Tra tutti questi personaggi, vanno ricordati almeno Jamie McCrimmon, giovanotto proveniente dalla Scozia del XXVIII secolo e comprimario dal 1966 al 1969; il brigadiere Alistair Gordon Lethbridge-Stewart, dell'UNIT, United Nations Intelligence Taskforce, agenzia delle Nazioni Unite fondata proprio da Lethbridge-Stewart per combattere le invasioni alieni con l'aiuto del Dottore; K-9, anch'esso oggi in procinto di avere una serie tutta sua, un cane-robot costruito in un remoto futuro dal professor Marius, donato al Dottore e suo compagno di viaggio dal 1977 al 1981 (ma distrutto e ricostruito almeno una volta); e la Time Lady Romana, il personaggio con il quale il Dottore andrà più vicino a infrangere il tabù riguardante le relazioni romantiche (in effetti i rispettivi interpreti dei due personaggi, Tom Baker e Lalla Ward, condivisero una relazione romantica, nonché un breve matrimonio, anche nella vita reale).
Ma il più amato tra tutti i comprimari succedutisi accanto al Dottore è probabilmente la giovane giornalista Sarah Jane Smith (interpretata da Elizabeth Sladen). Molti spettatori di lungo corso del telefilm la ricordano ancora oggi con affetto. E non solo loro, a dir la verità, dato che il personaggio ha goduto di una riapparizione d'onore in uno degli episodi del 2006 (circa trent'anni dopo il periodo in cui era "in carica") e che successivamente è stata resa protagonista di uno degli spin-off della serie, dall'eloquente titolo di The Sarah Jane Adventures. Sarah Jane appare tra il 1973 e il 1976, al fianco dapprima del Terzo Dottore e poi del Quarto. Tra tutti i comprimari è quello che prende parte a più storie (sebbene un altro personaggio, il già citato Jamie, abbia al suo attivo più puntate singole di lei). Orgogliosa, capace e intelligente, con più frecce al suo arco di coloro che l'avevano preceduta, Sarah non aveva tuttavia timore di riconoscere quando la situazione diventava troppo difficile per lei, e sapeva affidarsi fiduciosa al Dottore.
Nella serie più recente, le compagne di viaggio del Dottore Rose Tyler e Martha Jones sembrano conservare molti dei tratti distintivi di Sarah Jane. Sono molto attive, e spesso decisive nel risolvere anche le peggiori situazioni, molto più di quanto non lo fosse la maggioranza delle loro antecedenti nella serie originale (con l'eccezione appunto di Sarah Jane e di poche altre). Ognuna di loro riuscira a salvare più di una volta la vita del Dottore... cosa quest'ultima che anche lui non potrà fare a meno di riconoscere. E' questa maggiore "grinta", insieme alla già accennata tendenza a infrangere il tabù contro le relazioni sentimentali, a caratterizzare il rapporto tra i protagonisti nella serie odierna. Interessante vedere il confronto tra Sarah Jane e Rose Tyler in "School Reunion" (2006), l'episodio in cui i due personaggi si trovano faccia a faccia. Dagli scambi di battute e dalle frecciatine emerge piuttosto esplicitamente quanto i tempi siano cambiati.

...e nemici
Come ogni eroe della narrativa seriale che si rispetti, anche il Dottore ha degli arcinemici ricorrenti. I primi e più celebri di tutti sono i già nominati Dalek, una razza di pericolosissimi esseri alieni guidati da un'ideologia simil-nazista di conquista dell'intero universo e di sterminio delle altre razze. Sono spietati, privi del concetto stesso di compassione, indiscutibilmente convinti della superiorità della loro razza. La loro frase ricorrente è la parola "Exterminate!", pronunciata con stridula voce meccanica e scandita sillaba per sillaba. La loro struttura sociale è rigidamente basata sul concetto di gerarchia, e sulla cieca obbedienza agli ordini superiori. Racchiusi in armature corazzate aventi la forma approssimativa di un conoide, il loro reale aspetto, raramente visto sullo schermo, è quello di tentacoluti esseri mutanti con una fisionomia repellente quanto la loro indole. Molto tempo fa, nel remoto passato del loro pianeta, Skaro, avevano un aspetto umanoide, ma vennero trasformati dal fanatico scienziato Davros, che li modellò in un certo senso a sua immagine e somiglianza (deforme e orribilmente sfigurato da un incidente, era semiparalizzato e interagiva con il mondo attraverso un supporto simile all'armatura dei Dalek) rendendoli ciò che sono ora. Lo scopo di Davros era di creare una razza superiore in grado di sopravvivere alle mutazioni dovute alla plurisecolare guerra biologica e nucleare contro il popolo rivale dei Thal. Per questo, cancellò la capacità dei Dalek di provare emozioni - reputata nient'altro che una debolezza - e li rese il più possibile simili a inesorabili macchine senza personalità individuale. Davros diventerà a sua volta una sorta di cattivo ricorrente, facendo diverse apparizioni nella serie originale.
Ogni Dalek è dotato di un occhio telescopico montato sulla sommità del corpo meccanico, oltre che di una letale arma a raggi, e di un braccio meccanico prensile terminante (di solito) con una ventosa. Quest'ultimo particolare può sembrare bizzarro... ma non commettete l'errore di sottovalutare quella potente ventosa dai mille usi: potreste rischiare di averne la testa frantumata da un risucchio mortale, come capita allo sventurato tecnico Simmons nell'episodio Dalek, del 2005 (non dispiacetevi però, per Simmons, era uno sgradevole torturatore che faceva provare simpatia perfino per il Dalek). L'apparente goffaggine della conformazione di questi mostri è leggendaria. Per decenni sono fiorite le battute sul fatto che la più potente razza dell'Universo non era neanche in grado di salire le scale... fino a che, sempre nell'episodio appena nominato, non si è scoperto a sorpresa che posseggono un dispositivo di levitazione che permette loro di superare l'ostacolo senza nessun problema (!).
Come abbiamo già detto, i Dalek riscossero un grande successo fin dalla loro prima apparizione, e per anni il pubblico non smise di chiedere nuove avventure che vedessero la loro presenza. In quei primi anni, ogni episodio in cui facevano la loro comparsa diventava così immediatamente un piccolo cult, ed ogni anno gli scrittori lo trasformavano in un evento, ingigantendo sempre più la loro pericolosità. Così, mentre nella loro prima storia, nel 1963, il Dottore si era trovato a interferire in un remoto conflitto ambientato sul loro pianeta d'origine, l'anno successivo deve combatterli come dominatori incontrastati della razza umana nella Terra del ventiduesimo secolo, dopo una invasione coronata dal successo, e nel 1965 deve invece confrontarsi, in un remotissimo futuro (nello scatenato megaserial in dodici puntate "The Dalek Masterplan", purtroppo oggi in gran parte perduto), con una coalizione intergalattica volta a conquistare tutto il creato e che vede proprio i nostri beneamati mostri come leader.
Attualmente la razza dei Dalek sembra essere stata distrutta, spazzata via dalla stessa guerra temporale che ha causato la scomparsa dei Signori del Tempo. Tuttavia, nel corso delle tre stagioni finora trasmesse da quando la serie ha ripreso il suo cammino, non sono mancate le apparizioni di superstiti inattesi di questo olocausto. Allo stato attuale delle cose, risulta essere ancora in circolazione almeno un Dalek. Ovunque si trovi ora, non è difficile prevedere che non resterà in disparte, nè che resterà l'unico della sua specie molto a lungo...
Altri grandi nemici ricorrenti nella serie sono quegli esseri noti con il nome di Cybermen. Per certi versi simili ai Dalek in quanto anch'essi alieni malintenzionati di natura cyborg, i Cybermen conservano tuttavia nei loro invincibili corpi meccanici una fisionomia molto più umanoide. Il loro pianeta d'origine è Mondas, un pianeta gemello della Terra, identico al nostro mondo in tutto, forma dei continenti compresa. In un remoto passato Mondas faceva parte del sistema solare (non per niente il titolo della storia che vede la prima apparizione del pianeta e dei Cybermen è "The Tenth Planet", "il decimo pianeta"), ma in seguito a un cataclisma non meglio specificato è stato sbalzato dalla sua orbita e si trova a vagare nello spazio profondo. I suoi abitanti, un tempo perfettamente umani, furono trasformati progressivamente dai miglioramenti cibernetici sempre più radicali operati dai loro scienziati, che arrivarono a manipolare non solo gli arti e gli organi... ma perfino la natura del cervello stesso. Privati di ogni emozione, gelidamente logici, votati alla conquista ad ogni costo ma soprattutto alla sopravvivenza, nacquero così i Cybermen. A differenza dei Dalek, questi spietati esseri sono numericamente molto limitati, e hanno la tendenza a rinfoltire le proprie fila cooptando esseri di altre specie e trasformandoli in loro simili con un procedimento detto di cyber-conversione oppure, nella versione 2006, upgrade. Inutile far notare quanto questa caratteristica in particolare ricordi altri celebri cattivi della fantascienza televisiva, i Borg di Star Trek TNG, e la loro assimilazione. Con la specificazione, naturalmente, che i Borg sono arrivati oltre vent'anni dopo...
Nella serie originale, i Cybermen apparivano sensibilmente diversi da una storia all'altra. Per quanto riguarda il loro aspetto, per esempio, mentre alla loro prima apparizione venivano mostrati con parti del corpo ancora dall'apparenza umana (le mani, per esempio, e sotto il casco si intravedeva parte del volto), in tutte le successive apparizioni verranno mostrati come interamente ricoperti di metallo, quasi come fossero robot invece che cyborg. Un aspetto "robotico" che, ben lungi dall'essere definito e costante, continuerà ad essere comunque soggetto a rivisitazioni più o meno pesanti da una volta all'altra, a tal punto che si fa quasi fatica a trovare due apparizioni consecutive con identico design. Altre discrepanze riguardano la loro caratterizzazione: come abbiamo detto, i Cybermen dovrebbero essere del tutto privi di emozioni, ma in certe occasioni apparentemente gli interpreti se ne dimenticano, e faranno invece tranquillamente sfoggio di rabbia, aggressività, compiacimento, e così via, a quanto sembra senza che nessuno faccia loro notare l'errore.
Altra curiosità divertente riguardo questi invincibili esseri (sempre nella serie originale), è la ripetitività dello schema che portava ogni volta alla loro sconfitta: con regolarità imbarazzante, per lungo tempo i loro piani vengono sventati grazie all'insperata scoperta di un punto debole che li rende vulnerabili... Ogni volta un punto debole diverso! Dalle radiazioni, a un solvente che dissolve alcuni loro componenti in plastica... a una particolarmente ridicola vulnerabilità alla polvere d'oro, che può bloccare i loro sistemi respiratori e condannarli a morte per asfissia. Quest'ultima è la vulnerabilità più celebre e famigerata, e sarà usata più di una volta (sebbene, a dir la verità, in maniera non sempre soddisfacente: ricordiamo infatti che a volte invece di polvere d'oro i Cybermen vengono incoerentemente bersagliati con oggetti d'oro, come monete, che almeno in teoria non dovrebbero avere effetto sui loro sistemi respiratori).
La serie del 2005 ha proposto una nuova versione dei Cybermen. Prima di tutto, una nuova origine: gli spettatori hanno così assistito alla loro creazione, sulla Terra del tempo presente (ma in un universo parallelo) da parte di un multimiliardario folle e gravemente malato, John Lumic, leader delle Cybus Industries. I nuovi Cybermen, esseri umani costretti con la forza a sottoporsi all'upgrade, hanno un design molto più potente e dettagliato, un miglioramento notevole rispetto alle versioni francamente povere e molto "low-budget" della serie originale: apparentemente gli autori della serie hanno cercato un'impostazione questa volta fatta per durare. Anche le varie altre caratteristiche di questi esseri sembrano più definite. Le loro emozioni e le loro precedenti memorie come esseri umani sono cancellate, ma esiste la possibilità di risvegliarle rimuovendo il loro "inibitore emozionale". L'effetto, quando il Dottore tenta l'esperimento, è devastante e orribile. L'improvvisa consapevolezza di ciò che è diventato è sufficiente per causare la follia e il suicidio di ogni cyberman cui venga rimosso l'inibitore. Anche se per certi versi questo potrebbe sembrare soltanto l'ennesimo punto debole di questi mostri altrimenti invincibili, e aggiungersi al lungo elenco di deus ex machina risolutivi cui abbiamo già accennato, non si può non notare che contiene una credibilità e una drammaticità largamente sconosciute alle soluzioni presentate nella versione classica.
Attualmente, i Cybermen sembrano debellati. Il loro sconfinamento dal loro universo parallelo al nostro, nella loro seconda avventura della nuova serie è terminato per loro drammaticamente. Anche John Lumic, il loro creatore, trasformato nel Cyber-leader sembra essere andato incontro a morte certa.
L'ultimo tra i grandi nemici del Dottore è qualcuno con cui il nostro eroe non può confrontarsi con leggerezza. Si tratta infatti di un essere le cui capacità, conoscenze e doti intellettive eguagliano le sue: un altro Time Lord, rinnegato e volto al male, il cui obiettivo è la conquista dell'Universo e la supremazia su tutto. Una controparte malvagia del Dottore, l'equivalente di ciò che il dottor Moriarty era nelle storie di Sherlock Holmes. Il suo nome è The Master, e la sua prima apparizione avviene nel 1971, durante gli anni del Terzo Dottore, Jon Pertwee.
Interpretato da Roger Delgado, attore la cui satanica barbetta a punta e il cui sguardo intenso lo rendevano particolarmente indicato per i ruoli da villain, il Master prima versione spadroneggia per ben tre anni, dal 1971 al 1973, durante i quali appare in oltre la metà delle avventure vissute dal Dottore. Più che un cattivo ricorrente, praticamente un comprimario. Caratteristiche del suo modus operandi sono il ricorso a capacità ipnotiche che gli permettono di soggiogare le persone alla sua volontà, e un certo gusto per l'incognito e il travestimento. Spesso coinvolge nelle sue trame intere razze aliene, che utilizza come pedine del suo gioco: in un'occasione, metterà in atto addirittura una pericolosa alleanza con i Dalek! Ma il Dottore sventerà ogni volta i suoi piani, salvando più volte la Terra del tempo presente, che in quel periodo (parliamo del Terzo Dottore) è teatro principale delle sue avventure.
In seguito, dopo la prematura scomparsa di Delgado in un incidente stradale, il personaggio mancherà dalle scene per diversi anni. Nel corso degli anni '70 apparirà solo un'altra volta, nella già citata "The Deadly Assassin", trasmessa nel 1976. Qui il folle Time Lord, sfigurato e irriconoscibile, è al termine della sua tredicesima e ultima vita, e complotta spietatamente per riuscire a sopravvivere nonostante tutto. L'interprete è Peter Pratt, il cui volto è interamente nascosto da un pesante make-up, e che non tornerà mai a rivestire i panni del personaggio.
Bisognerà attendere il 1981 prima di vedere The Master ottenere davvero nuova vita (in più di un senso, possiamo dire...) e tornare agli antichi splendori. E' in quell'anno infatti che il testimone viene raccolto da Anthony Ainley, buon attore con caratteristiche simili a quelle di Delgado, e con un nutrito curriculum di ruoli da "cattivo". Ainley resterà "in carica" per tutti gli anni '80, con almeno una apparizione all'anno, fino all'ultima avventura della serie "classica", "Survival", del 1989.
Dopo di lui, il ruolo verrà ricoperto senza infamia e senza lode da Eric Roberts nel film TV del 1996... ma soprattutto dallo straordinario John Simm (dopo una breve introduzione offerta dall'altrettanto straordinario Derek Jacobi) nella nuova serie, nel 2007.

Giunti al termine
E con questo si conclude questa breve carrellata sul telefilm più longevo della storia della fantascienza televisiva. Inutile dre che abbiamo fatto poco più che toccare la superficie del fenomeno. Ci sarebbe molto altro da dire sull'argomento, e non escludiamo di tornare in futuro con qualche altro articolo per approfondire determinati aspetto dello Whoniverse. Per il momento, ci limitiamo a segnalare alcuni link utili per chi volesse approfondire:
- Doctor Who. Il sito web ufficiale della BBC dedicato alla serie. Sempre ricco di notizie e anticipazioni, offre molte schede su episodi e personaggi, e abbondanza di contenuti multimediali [ENG].
- Outpost Gallifrey. Il più popolare tra tutti i siti dedicati a Doctor Who. Frequentatissimo punto di riferimento per i fan di tutto il mondo, propone recensioni, racconti, forum di discussione e molto altro ancora [ENG].
- Doctor Who Reference Guide. Le sinossi complete non solo di tutti gli episodi mai trasmessi dalla televisione, ma anche di centinaia di libri, avventure audio, fumetti e spin-off legati alla serie [ENG].
- Logopolis. La guida italiana alla serie, sul sito di Massimo Luciani. [ITA]
- Doctor-Who.it. Nuovo sito italiano sempre aggiornato e ricco di news. [ITA]



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