Il processo di Dark #3 - The ending - Data: 21/12/05
L'avventura di Dark come noi la conosciamo, dal suo primo post datato aprile 2001, attraverso gli Impact, le fiere ed i report, passando per oscuri thread blasfemi, e interminabili thread OT, fino al giorno presente, non è che un piccolo tratto della storia di IAF. Secondo alcuni, un periodo tremendo, discutibile, da dimenticare in fretta. Secondo altri, pure.
Oggi, però, con un procedimento giudiziario avviato contro l'eretico, sembra che tutto questo stia per volgere al termine. Forse, alla conclusione del processo, terminerà non solo la presenza virtuale di Dark sul ng... ma perfino la sua stessa esistenza fisica. Forse, alla fine, la sua voce coraggiosa, ma impulsiva ed incosciente, verrà fatta tacere per sempre. Forse, l'ordine verrà finalmente ristabilito.
Forse.
Il sole è ormai alto in questa calda giornata estiva quando i vari membri del newsgroup occupano i loro posti in aula. Alcuni, forse più coinvolti, più ansiosi degli altri di vedere la fine della vicenda, si trovano ai loro posti già da diverso tempo: il Mouser, l'assistente di InvernoMuto Piccolo Buddha, alcuni giurati, parte del pubblico... Essi guardano la sala riempirsi rapidamente intorno a loro. Poi, quando ormai il locale trabocca, alle 14,00 in punto - l'ora fissata per l'inizio della seduta - entra il giudice. Occupa il suo posto, richiama l'attenzione di tutti (come se ce ne fosse bisogno) con il suo martelletto, e dà l'annuncio: - Inizia la seduta.
InvernoMuto è il primo a parlare. - Signor giudice, vorrei fare una proposta! - Moreno lo ascolta. - Secondo la lista depositata dal Mouser, - prosegue l'Inquisitore, - ci sono ancora una mezza dozzina di testimoni da ascoltare. Tuttavia, poiché ritengo che gli interrogatori precedenti siano stati più che sufficienti a chiarire la situazione, chiedo che queste restanti deposizioni vengano saltate, e che si arrivi direttamente alla fase finale... e al verdetto della giuria.
Il giudice alza le spalle. - Per parte mia, non vedo nessun ostacolo alla cosa. Se anche la difesa è d'accordo... - E così dicendo guarda verso il Mouser.
Quest'ultimo annuisce. - D'accordissimo. A patto, però, che prima che la giuria si ritiri mi sia consentito di rendere una dichiarazione finale.
Anche InvernoMuto dà il suo assenso: - Se dopo la sua dichiarazione potrò replicare con una mia, non ho nulla in contrario.
- Molto bene, - commenta Moreno Roncucci. - Così sia. Prima il Mouser, poi InvernoMuto faranno un'arringa finale, dopodiché la giuria potrà fare la sua parte.
"La parola alla difesa!"
La dichiarazione finale del Mouser: - Amici, IAFer, signori della giuria, del pubblico... Avete ascoltato le tesi dell'accusa. E allo stesso modo quelle della difesa. Avete ascoltato decine e decine di testimonianze, molte delle quali invocavano la soppressione del mio assistito, suggerendo spesso anche fantasiose torture e auspicando atroci sofferenze. Crudeltà senza fine. E tutto per un non meglio definito, controverso crimine di eresia. Un crimine... Come se fosse un crimine esprimere un parere diverso dal solito. Un crimine, fornire un apporto coraggioso alla discussione. Un crimine, dire, come ha fatto il mio cliente, che i disegni di Sin City non sono un granché. - Fa una pausa. - Beh, cribbio, questa in effetti... Ma a parte questo, riflettete: in quale altro modo si potrebbe portare avanti una discussione degna di questo nome se non con un pizzico di eresia? Pensate alle migliori conversazioni che avete sostenuto sul ng. Non c'è un po' di eresia in ognuna di esse, come messa lì apposta per insaporire? Non ce n'è un po' nei vostri stessi post? Almeno un parere personalissimo che sapete essere condiviso da pochissimi? - Da sopra la ringhiera che circonda il quadrato della giuria, al quale si è avvicinato durante il discorso, il Gray Mouser osserva da vicino le reazioni dei giurati alle sue parole. C'è chi evita il suo sguardo, chi glielo restituisce con fierezza, chi con un'espressione dubbiosa. Alcuni si scambiano occhiate indecifrabili. Almeno uno parlotta a voce bassa nell'orecchio di un altro. Un giurato, uno soltanto, imperturbabile, silenzioso, sembra aver conservato la calma più perfetta: il_pellegrino. In effetti, sembra addirittura che egli non presti la minima attenzione alla brillante arringa dell'avvocato. Non si capisce cosa stia pensando. Tutta la sua concentrazione è rivolta all'imputato, che fissa con intensità. Che lo immagini già flambé?
Un Gray Mouser la cui fiducia è solo lievemente scossa si allontana dalla ringhiera e riprende il filo del suo discorso: - Come ho cercato di dimostrare durante gli interrogatori, a mio parere, un po' tutti a questo mondo, in misura minore o maggiore, siamo "eretici". Anche tra i presenti! Ci sono postatori illustrissimi e universalmente rispettati che però scrivono cose come "Ken Parker non mi piace affatto", oppure "Nagai fa schifo purammé!", o ancora: "Rob Liefeld è un grande", "Peter David dovrebe darsi all'ippica" ... e cento altre. E queste che cosa - ditemi, che cosa - sono, se non, in base alla stesse definizioni applicate alle parole di Dark, eresie?
"A mio parere, l'eresia è normale. Anzi, forse è addirittura necessaria! E quando il mio collega InvernoMuto sostiene, in pratica, che è necessario distruggere chi fa affermazioni cosiddette "eretiche", sbaglia... sbaglia profondamente. Certo, è vero, a volte le parole di Dark possono far insorgere l'assassino che è in ognuno di noi... ma non bisogna farsi trascinare dalle emozioni oscure e terribili del nostro animo. Odio, ira, aggressività... sono tutte strade sbagliate che, se imboccate, potrebbero finire con l'indebolire terribilmente il ng. Forse anche distruggerlo. Non decretate l'esecuzione di un postatore semplicemente in base ad esse. Perché oggi è il suo turno... ma domani, altrettanto facilmente, potrebbe toccare a voi. A ognuno di voi.
"Riflettete su questo".
- La parola all'accusa!
Ancora seduto, InvernoMuto esordisce in tono sardonico: - L'arringa del Mouser mi preoccupa moltissimo. Devo fare il mio discorso... ma il mio avversario sostiene in pratica che ogni volta che uno parla, dice qualche eresia. Per cui, santi numi, come farò, come farò? - Si alza e, sogghignando, si sposta anch'egli, come già aveva fatto il Mouser, al centro della scena. - A parte questa mia facile ironia, della quale mi scuso... devo dire, signori della giuria, che trovo le tesi della difesa semplicemente aberranti! Come si può razionalmente sostenere che quelli commessi dall'imputato non sono crimini? O che, anche se sono crimini, sono comunque comportamenti diffusi, "normali"? E' un puro e semplice assurdo... è follia! Una tesi disperata per chi, disperato, non ha altri argomenti. Mi stupisco che il Mouser si illuda di poter far breccia nelle vostre coscienze con simili ragionamenti.
"Noi tutti siamo persone più razionali, più equilibrate, di quanto lui non creda. Non è vero? E sappiamo capire, decidere, discriminare. Tutti abbiamo sentito le deposizioni dei testi, e abbiamo udito dalle loro vive voci quali - e quanti! - siano stati gli obbrobri partoriti dalla mente dell'imputato. Come se non bastasse, tutti abbiamo visto i suoi goffi e controproducenti tentativi di far udire la sua voce in questa aula. La sua colpevolezza, nonché la pura criminosità dei suoi atti, sono lampanti.
"Eppure, il Gray Mouser dice che dovreste assolverlo. Dice che una condanna significherebbe assecondare le emozioni negative che albergano nel cuore di IAF. E questo, così dice, 'indebolirebbe il ng'. Lo 'distruggerebbe'. - Sorride, scuotendo lentamente la testa. - Compatisco il mio avversario. E sorrido delle sue parole. - Cambia tono, adottandone uno più imperioso: - Egli evidentemente ignora la potenza del Lato Oscuro di IAF! Grazie alle forze che egli ha definito 'oscure e terribilì, e grazie all'implacabile pugno di ferro dell'Inquisizione noi, lungi dall'indebolirlo, potremmo invece rendere IAF più forte di quanto non lo sia mai stato! Potremmo distruggere ogni opposizione, stroncare ogni eresia, abbattere ogni avversario!
"...Ma perché tutto questo accada signori, è necessario che voi, ora, facciate la scelta giusta! - Tende in maniera teatrale una mano verso la giuria. - Venite con noi. Dichiarate colpevole l'imputato. Fatelo andare incontro all'esecuzione... e il vostro cammino verso il Lato Oscuro sarà finalmente completato! Datemi ascolto. Da questo dipende il futuro stesso di IAF! - Stranamente, l'atteggiamento dei giurati sembra dubbioso. Evitano il suo sguardo. Anche il loro presidente, il_pellegrino, sembra non essere stato colpito in alcun modo da queste parole. Non degna di uno sguardo l'Inquisitore... la cui sicurezza inizia a vacillare. Egli abbassa allora la mano tesa e continua: - Oppure assolvetelo. Assolvete Dark. Giudicatelo innocente. E allora sì, vedrete il ng precipitare nell'autodistruzione. Altri cento, mille eretici si sentiranno in diritto di dire liberamente tutto ciò che vorranno... e in men che non si dica precipiteremo nel caos più completo, nell'anarchia, nell'assenza di ordine. E rimpiangerete la vostra dissennata decisione.
"A voi la scelta, signori. Legge, ordine, forza impavida... o eresia, caos, eccesso di libertà. A voi la scelta."
E torna a sedersi, in mezzo al silenzio più assoluto, piombato d'improvviso sull'aula di giustizia di IAF.
'Azz, che discorso equilibrato! Alle sue spalle, su ognuno degli oltre duecento visi degli IAFer del pubblico, appaiono altrettante gocce di sudorino manga. - Invito ora i giurati a ritirarsi, per decidere il verdetto finale.
Udite queste parole, i membri della giuria si alzano dai loro posti e si apprestano a uscire ordinatamente dal quadrato che li ha ospitati fino a quel momento. o meglio, diciannove su venti si alzano. Uno solo, - il_pellegrino - si attarda. Anzi, non accenna nemmeno ad alzarsi. E' evidentemente troppo assorto e concentrato, e dimentico del mondo esterno. Lo si può capire. Egli è forse il più riflessivo di tutti gli IAFer, colui che tenta sempre di valutare tutte le implicazioni e le sfaccettature di un problema. Adesso, però, sta facendo aspettare un po' troppo gli altri giurati. Gorgon gli si avvicina e lo tocca su una spalla. - Giovanni... ?
In seguito al suo tocco, la testa del pellegrino si stacca e cade sul pavimento, producendo un lugubre rimbombo. Un istante dopo, anche il resto del suo corpo si inclina di lato e piomba rumorosamente a terra. Gorgon impallidisce, arretra. Tutti i personaggi principali del processo, da Moreno a Dark, all'accusa, alla difesa, balzano in piedi con occhi spalancati, fissando la scena. In aula, grida, svenimenti, panico. Esplode il terrore.
Poi, Gorgon si china e solleva, apparentemente senza il minimo sforzo, il corpo crollato a terra. Sul suo volto, un'espressione perplessa. - Ma è un manichino! - esclama.
Stupore. Si passa di sorpresa in sorpresa!
- Maccheccosaddiavolo... ? - fa Moreno, disorientato.
A mò di risposta si apre piano una porta, quella che conduce alla camera di consiglio... e da essa fa capolino il _pellegrino. Vivo, e in perfetta salute. Sul davanti della sua camicia, un grande tovagliolo, che presenta varie macchie di sugo. - Ehm... posso spiegare tutto... - esordisce, timidamente.
Moreno (e non solo lui, in verità) lo fissa ammutolito.
- Ecco... so che il mio comportamento è stato piuttosto irregolare, - premette Giovanni, contrito, - e di questo chiedo scusa... ma, ehm ehm, scusate ancora... - si pulisce le labbra col tovagliolo e prosegue: - ...ma è dall'inizio del processo che, ogni tanto, sentivo il bisogno di farmi qualche piccolo spuntino. E così, ho messo un manichino al mio posto e mi sono rifugiato nella camera dei giurati...
"In fondo, che differenza poteva fare?"
Moreno dà una violenta manata sul tavolo, facendo sussultare tutta l'aula. - MA SI RENDE CONTO DI COS'HA FATTO? Un giurato (e per di più non un giurato qualunque, ma il presidente della giuria) che diserta il dibattimento! E' un'irregolarità che può invalidare l'intero processo! Lo capisce?
Il_pellegrino ribatte con dignità: - Ma no, Vostro Onore, non stavo disertando il processo. Mi ero preparato a seguirlo ugualmente, grazie a un ottimo collegamento audio-video.
- Oh?
- Le faccio vedere. - Il_pellegrino prende una sedia, la spinge contro la parete alle spalle di Moreno - proprio sotto un grande quadro che ritrae Alan Moore - poi si alza in piedi sulla sedia, raggiunge il pregevole dipinto e infine, inaspettatamente... compie un orrido gesto sacrilego! Ficca un dito in un occhio all'immagine dello Zio!
Orrore e raccapriccio nel pubblico. Sono in molti a trasecolare. Altri cadono in ginocchio pregando. Altri ancora, appena tornati in sé dopo il mancamento precedente, risvengono di nuovo. Figliodombra, che tra l'altro assomiglia (ma mica poi tanto, a ben vedere) al personaggio ritratto nel quadro - impallidisce. Dall'altra parte dell'aula, l'altro Figliodombra, che assomiglia davvero all'immagine dipinta, aggrotta la fronte. Dark, invece, fa un sorriso larghissimo e blasfemo, di puro divertimento, a ottantaquattro denti ...poi, però (uh-oh!), si ricorda dove si trova, e qual è l'aria che tira, e decide che per lui è più conveniente fingere orrore e indignazione, come tutti gli altri. Folle può darsi, ma scemo proprio no.
Il_pellegrino, incurante di tutto ciò, va avanti come se niente fosse. Infila in profondità il dito nell'occhio di Moore, e poi lo estrae. - Vede? - dice. - In corrispondenza di questo buco nel dipinto ho praticato anche un foro nella parete. Attraverso di esso, pur essendo nella attigua stanza dei giurati, avrei visto e sentito tutto ciò che accadeva in aula.
- Ah. - fa Moreno. - Molto tecnologico. - Poi si passa una mano sulla faccia e commenta, in tono rassegnato: - Questo processo ormai è diventato un circo. Un manicomio. Come ho detto, ci sarebbe di che invalidare tutto quanto ...Tuttavia, dato che non voglio rallentare il corso della giustizia (e poiché non vedo l'ora che sia tutto finito per potermi fare delle vacanze tranquille) eviterò quest'opzione.
"Andiamo avanti. Che la giuria si ritiri per decidere il verdetto".
Il_pellegrino si rilassa. E' andata bene. Un po' tutti i presenti reagiscono allo stesso modo. Il processo può proseguire. I giurati, che erano rimasti fermi vicino al quadrato loro riservato, riprendono il loro spostamento verso la porta della camera di consiglio. Il_pellegrino, reintegrato nel suo ruolo, si leva il tovagliolo e si unisce a loro. Tutti, uno dopo l'altro, passano nell'altra stanza.
E l'ultimo chiude la porta.
Passano quasi due ore. Due ore lunghissime, colme di attesa snervante, spasmodica. Dark fissa il vuoto per tutto questo tempo. Forse sono le sue ultime ore di vita... Tutta la sua esistenza gli scorre davanti agli occhi come un film. E' la prassi, in questi casi. Gray Mouser, al suo fianco, è immerso in una profonda concentrazione... anche se i suoi occhi chiusi, l'atteggiamento di abbandono sulla sedia, e il suo rumoroso russare inducono i maligni a pensare che egli stia dormendo della grossa.
InvernoMuto e Piccolo Buddha, intanto, giocano a briscola.
Quando finalmente i giurati rientrano in aula, nessuno fiata. Essi entrano uno dopo l'altro, e tornano ad occupare il quadrato loro riservato. Si siedono tutti. Poi, con studiata lentezza, il_pellegrino si alza, si schiarisce la voce, estrae solennemente il foglio contenente il verdetto... e legge: - Per l'accusa di eresia contestatagli, questa giuria ritiene l'imputato... non colpevole ...perché i fatti contestati non costituiscono reato.
Un brusio assordante riempie l'aula. Nonostante tutto, pochi avevano creduto a questo esito. Lo stesso Dark, incredulo, ancora non riesce a realizzare cosa è accaduto. Gray Mouser, che non ha abbandonato la sua intensa concentrazione, commenta: - Sgrarble, snnortt, umpfff, - e si gira su un fianco. Lui sì, che è un principe del foro.
- Tuttavia, - continua però il_pellegrino, - la giuria è anche giunta alla conclusione che occorra fare un distinguo terminologico.
"Il concetto di eresia, nel contesto che ci riguarda, può essere suddiviso in due figure distinte: l'eresia delle idee e l'eresia metodologica. La prima delle due, consistente nel propagandare idee non ortodosse, non costituisce reato. Questo è assodato. Ognuno può avere le idee che preferisce, ed esprimerle.
"Ma l'eresia metodologica... - continua Giovanni - ...quella è un'altra cosa. Una critica seria (e il nostro ng, che porta la dicitura 'artì, non può che richiedere una critica seria) deve andare oltre il semplice gusto personale, ed esplorare anche i lati tecnici e metatestuali delle opere che prende in esame. Se sul newsgroup dovessimo seguire il solo 'gusto personale', ogni thread sarebbe composto da tre soli post: 'Per me è così,', 'Per me invece è il contrario,', 'Non m'importa, i miei gusti sono quelli e bastà... e questo sarebbe un pericolo di morte per il ng.
"Dark è un noto sostenitore della preminenza del gusto personale. Spesso, i suoi post analizzano opere fumettistiche con semplici 'Mi piace', ' Non mi piace', e con poche argomentazioni ulteriori. Questo è il suo vero errore. E questa, quindi, è la sua colpa: eresia metodologica più che eresia delle idee.
"Ed è per questa imputazione che la giuria lo ritiene colpevole".
- Tuttavia, - continua poi il_pellegrino, - è parere della giuria che questo secondo crimine non sia tale da richiedere una pena severa come quella proposta dalla pubblica accusa... vale a dire il rogo. La giuria raccomanda clemenza, e (sebbene non rientri nelle sue prerogative dare suggerimenti al giudice) propone che all'imputato sia dato il beneficio del dubbio. Per esempio che gli sia dato un periodo di prova, in cui dovrà postare critiche più "di sostanza", più approfondite di quelle che fanno capo al solo "gusto personale".
Detto questo, il_pellegrino ripiega il foglio contenente il verdetto e torna a sedersi. Silenzio in aula. Non vola una mosca. Oppure vola sottovoce. Ora tutti gli occhi sono puntati sul giudice, in attesa della sua sentenza finale. Il Mouser, uscito dalla sua concentrazione, sbadiglia e si stiracchia.
Moreno riflette. Poi, dopo un'attesa che sembra lunghissima, guarda verso Dark. - Imputato Dark... questa corte si vede costretta ad accogliere i suggerimenti, che non può che trovare ottimi e condivisibili, proposti dalla giuria. Le verrà dato un periodo di prova di, diciamo, sei mesi, durante i quali lei dovrà postare articoli più, come ha detto il presidente della giuria, 'di sostanzà rispetto al suo solito. Se, al termine di tale periodo, verrà giudicato adempiente, e si sarà quindi riabilitato, il suo debito verso la società sarà considerato estinto. In caso contrario...
Si sporge in avanti, verso l'imputato. Il suo tono diventa duro, minaccioso. - In caso contrario, se tra sei mesi dovessimo ritenere che lei è inadempiente, non esiteremmo a chiamarla di nuovo a giudizio. E questa volta saremmo molto, MOLTO meno comprensivi.
"Mi sono spiegato?".
- Perfettamente. - risponde Dark, sorridendo.
- La seduta è tolta, - annuncia Moreno. - Il processo è finito. - Si alza. Il brusio in aula raggiunge livelli inimmaginabili. Molti usano i telefonini per comunicare a casa lo straordinario esito. I flash dei fotografi lampeggiano a ripetizione sul giudice e sull'imputato. Anche le telecamere della CNN sono puntate su di loro. Dark raggiante si offre, il giudice serissimo fa per allontanarsi. Il Gray Mouser rilascia biglietti da visita.
InvernoMuto, solitario come una goccia di tenebra muove qualche passo davanti al banco dell'accusa. - No, - dice, con calma raggelante.
- No, - ripete. - Un simile esito per questo processo, - continua poi, guardanbdo il giudice con sguardo spiritato da sotto il cappuccio del suo saio, - è un insulto a tutti coloro che conoscono la Vera Via. E' un insulto al Fumetto, ai più grandi autori mai esistiti e che mai esisteranno... e un insulto a me. L'imputato non può essere lasciato in vita. Io... non posso permetterlo."
Muove qualche passo in direzione di Dark, che lo fissa stranito. Poi, giunto a un paio di metri da lui, alza le mani verso di lui. E, dalle punte delle sue dita, repentine, inaspettate, partono delle violente scariche crepitanti, simili a fulmini portatili... che colpiscono Dark! Lo sfortunato eretico, che si credeva ormai in salvo, grida di dolore e cade a terra stordito. InvernoMuto muove un altro passo verso di lui e continua spietatamente a colpirlo allo stesso modo. Dark si contorce a terra gemendo.
Quegli sconcertanti colpi elettrici colgono tutti di sorpresa. Nessuno sapeva che InvernoMuto avesse simili poteri. Da dove saltano fuori? Passato il primo istante di sbigottimento, però, molti cominciano a ricordare confusamente le vaghe voci udite in passato riguardanti misteriosi poteri posseduti dagli appartenenti al suo Ordine. Erano solo mormorii, cui nessuno aveva prestato minimamente fede... ma adesso tornano alla memoria. Sì, è così: gli Inquisitori di livello superiore, nel corso del loro apprendistato, acquisiscono grandi capacità mistiche. Questo è il segreto che sta dietro le folgori scagliate da InvernoMuto. In più, suo cugino è elettrotecnico.
Il povero Dark si contorce sotto le scariche.
Dopo qualche istante di paralizzato stupore, il suo difensore Gray Mouser riacquista la sua presenza di spirito e si tuffa, con la dinamicità di un eroe kirbyano, verso InvernoMuto, nel nobile tentativo di fermarlo. - Lascialo! - grida al torturatore. - Non mi ha ancora pagato! - Ma InvernoMuto, con un semplice gesto della mano, facendo appello ad altri insospettabili poteri (telecinesi?), lo scaglia dalla parte opposta dell'aula. Il Mouser sbatte contro un muro e si accascia esanime.
Il resto dei presenti nell'aula trattiene il fiato. Chi mai potrà fermare l'Inquisitore? Nessuno si muove. La pura e semplice paura blocca tutti. Ombra, ancora priva della sua spada, tenta di intervenire ma altri nel pubblico la fermano trattenendola con la forza. - No! Ti ucciderà!, - tentano di dissuaderla. Lei si dibatte disperatamente, ma alla fine deve arrendersi. Con la sua resa, svanisce l'ultima speranza di Dark. Nessun altro è abbastanza vicino all'incappucciato da intervenire con qualche speranza di successo.
A parte... a parte forse Piccolo Buddha.
InvernoMuto continua la sua crudele opera. Dark si contorce sotto le sue tremende scariche. - No...! Basta! Ti prego...! AARGGH! Leggerò tutto quello che ha scritto Alan Moore. Leggerò tutto, lo giuro. Anche le sue liste della spesa, anche... la sua agenda telefonica! YAAAGGGHHH! E osannerò tutto, tutto quanto, per sempre... fino alla fine dei miei giorni!
A queste parole, d'un tratto, InvernoMuto interrompe l'emissione dei fulmini, si avvicina alla sua vittima e commenta, giardandolo dall'alto in basso: - Giovane stolto. Solo ora... alla FINE... acquisti la ragione! - E poi, con una feroce smorfia sul volto, ricomincia a bersagliarlo.
Al fianco dell'oscuro signore, Piccolo Buddha guarda a lungo in silenzio l'agonizzante Dark ai suoi piedi, poi guarda InvernoMuto, poi di nuovo Dark, udendone le grida disperate. E poi ancora InvernoMuto. Ed è a questo punto, nel bel mezzo di quell'agghiacciante crescendo di orrore, ascoltando il proprio cuore che gli batte come impazzito nel petto, e il ruggito della paura nell'anima, che si rende conto di avere soltanto pochi secondi di tempo per prendere la sua decisione... una decisione che potrebbe cambiare per sempre tutta la sua vita.
Salverà l'odiato eretico, andando contro il suo mentore, buttando così alle ortiche una promettente carriera come Inquisitore e ridando a Dark la possibilità di ammorbare il ng con le sue orrende eresie? O resterà a guardare? Cribbio. Difficile pensare intensamente a stomaco vuoto. Si siede con calma, tira fuori un cospicuo panino al prosciutto e inizia ad addentarlo.
Dark è fregato.
- Basta! - L'ordine, emesso con voce imperiosa, risuona come uno sparo nell'aula, facendo sussultare InvernoMuto e spingendolo a estinguere i suoi malefici fulmini.
Dark è finalmente libero dalla crudele tortura. Piccoli sbuffi di fumo si levano dai suoi abiti bruciacchiati, e lui geme dal dolore e trema. Ma è vivo. Salvo.
L'Inquisitore, sbigottito, si volta verso colui che ha emesso l'ordine... forse l'unica persona presente in aula che poteva bloccarlo semplicemente ordinandogli di fermarsi: il giudice, Moreno Roncucci! - InvernoMuto, - esordisce quest'ultimo con un'aria molto adirata, - io mi stupisco profondamente della sua condotta, che reputo riprovevole oltre ogni dire. Lei stava per togliere la vita a un imputato che ha appena sostenuto un regolare processo, e che ha evitato la pena di morte. E stava per sopprimerlo qui, davanti a me, in un'aula da me presieduta! Ciò è intollerabile! Poteva almeno aspettare che fosse uscito dall'aula!
"Un atto del genere non può restare impunito! Mi trovo quindi costretto a comminarle una pena severa, esemplare." Fa una breve pausa, come se dovesse riflettere per decidere la punizione migliore. (In realtà ha già deciso, ma ha il senso del drammatico). "A partire da questo momento," sentenzia poi con voce grave e con parole che sembrano macigni, "e per la durata di tre settimane, le sarà quindi interdetto l'uso del distributore di merendine posto nell'atrio di questo palazzo di giustizia". InvernoMuto indietreggia, con gli occhi spalancati, di fronte a questa tremenda punizione. Per tre settimane, se vorrà la sua merendina, dovrà attraversare la strada e servirsi presso il bar all'angolo. In realtà, di solito non ne mangia, ma lo schiaffo morale è comunque duro.
Mani amichevoli aiutano Dark ad alzarsi. Gli vengono tolte le catene. Giuseppe Gigante è il primo a stringergli la mano sorridendo. Arriva anche il Mouser, dolorante. Le congratulazioni si sprecano.
Ore dopo, Dark esce dal bar di fronte al Palazzo di Giustizia. Dopo il processo, lui, il suo avvocato e un nutrito gruppo di IAFer si sono fermati a festeggiare la mancata condanna a morte. Hanno bevuto, schiamazzato e riso per tutta la serata. Poi, però, piano piano, i vari amici hanno cominciato a salutare e ad andare a casa. La compagnia si è assottigliata, e adesso, alla fine, Dark è solo.
é sera tardi. Fa freddo, e sta perfino cadendo la nebbia (che ca$$o d'estate). Dark riflette sul come tornare a casa.
- Buona sera, - dice una voce, d'un tratto.
Dark si volta, un po' spaventato, cercando il proprietario della voce. Uno strano uomo con barba e capelli lunghi emerge dalla nebbia. Veste in maniera bizzarra, con un cappello a cilindro, un largo mantello nero sulle spalle e un elegante bastone da passeggio. Sembra un gentiluomo di fine Ottocento. A parte l'abbigliamento, assomiglia un po' a Figliodombra. O no? Beh, molto alla lontana, in realtà.
L'uomo sorride... ma c'è una luce fredda, inquietante nei suoi occhi. La sua cordialità ha un che di artificiale. - Il signor... Dark, vero? Sono lieto di incontrarla. Ho seguito tutto il processo, e volevo farle le mie congratulazioni. Credevo che un rogo fosse inevitabile, invece... tutto è andato bene. Straordinario.
- Già. - sorride Dark soddisfatto. - Un po' di fortuna... e un buon avvocato come Gray Mouser... possono fare miracoli, a quanto pare.
L'uomo annuisce. - Gray Mouser... - ripete. La sua voce è profonda, cavernosa. - E' vero. Senta, Dark, saprebbe indicarmi come contattarlo? Vorrei... congratularmi di persona anche con lui.
- Beh... posso darle la sua mail.
- Gliene sarei grato, - dice il misterioso individuo, passandogli carta e penna. Dark scrive ciò che gli è stato chiesto, e poi restituisce tutto. L'uomo guarda il foglio, annuisce, lo piega e lo mette in una tasca interna del suo mantello. - Grazie mille, Dark. E' stato molto gentile. Come posso sdebitarmi?
- Per così poco? Ma si figuri, non è il caso...
- Ma no, insisto. E se le offrissi un passaggio? Comincia a far freddo, e questa nebbia è terribile. Non si vede nulla. Che ne dice?
- Beh, io... - Dark è titubante. Fidarsi di uno sconosciuto non gli sembra una buona idea. Però è vero che la temperatura non è delle più confortevoli, e che l'ora si fa tarda...
- Guardi, - aggiunge l'uomo misterioso, - il mio mezzo di trasporto è proprio qui, alle mie spalle. In dieci minuti posso portarla in qualunque punto della città. Non si faccia scrupoli. Non sarà affatto un peso per me... anzi, sarà un piacere.
Alle spalle dell'uomo, Dark intravvede adesso una forma scura. Si tratta di una grande carrozza nera, trainata da due cavalli. C'è anche un cocchiere, ombra nell'ombra. Un mezzo d'altri tempi, stranissimo da vedere in giro in questo anno 2002. Dark si sente un po' confuso. Allo sconosciuto col cilindro deve mancare qualche rotella.
Però l'idea di salire su una carrozza come quella lo solletica. Mai salito prima. Chissà cosa si prova a viaggiare su un mezzo simile. Così, mettendo da parte le paure, risponde di sì all'offerta che gli è stata fatta. L'uomo si mostra lieto, gli apre lo sportello. Dark sale all'interno, si accomoda sui morbidi sedili, e l'altro lo raggiunge anch'egli nell'abitacolo.
- Dove devo portarla, Dark?
- Potrebbe portarmi alla stazione dei treni?
- Ma certamente. - L'uomo col cilindro si sporge verso la sagoma scura del cocchiere e gli dice: - Netley, portaci alla stazione.
- Sì, signore. Subito, signore.
La carrozza inizia a muoversi per le vie della città. Dark guarda fuori attraverso un finestrino. Non è che si veda granché. Quella nebbia... - Accidenti... - commenta, deluso. - ...che roba! Sembra di essere nella Londra di Jack lo squartatore.
- Eh? - L'uomo per un momento fa una faccia allarmata... poi però si tranquillizza in fretta. - Ah... Ah, ah, ah, - ride, senza allegria. - E' vero... - Guarda anche lui fuori, poi guarda Dark. Poi, come colto da un improvviso pensiero, fa: - Oh! Ma io mi accorgo che sono davvero un pessimo ospite! Lasci che le offra qualcosa da mangiare, mio caro amico...
"Le piace l'uva?"
[fine]
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